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Sting
FOTO - Twitter AEW

Nonostante il suo status da leggenda e un infortunio che pareva averlo estromesso definitivamente dal ring, il wrestler Sting è tornato a dare spettacolo e anche a lottare. Lo ha fatto – dopo una lunghissima carriera spesa tra WCW e TNA e uno stint breve e purtroppo non indimenticabile in WWE – in AEW, la federazione di Tony Khan che da qualche mese si sta proponendo come competitor credibile per la WWE (o quantomeno per NXT). In un’intervista rilasciata a Bleacher Report è proprio Sting a spiegare la scelta di tornare a lottare e di farlo proprio per questa nuova compagnia di sport entertainment.

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Sting ha infatti spiegato di aver accettato per la possibilità di lottare dei match dallo stile e dal montaggio cinematografico, come in effetti fatto da Undertaker per la sua ultima Wrestlemania. “Tony Schiavone mi ha contattato e mi ha chiesto se volessi unirmi a loro. Gli dissi che gli avrei fatto sapere io. Quando poi ho capito che la permanenza in WWE non stava funzionando come volevo, ho deciso di non sparire da questo mondo con la coda tra le gambe. Una cosa che avrei detestato”.

Sting ha anche spiegato come, in verità, non fosse un suo reale obiettivo tornare sul ring. “L’unica cosa che pensavo di fare era un incontro cinematografico contro Undertaker. Però non siamo riusciti a raggiungere un accordo con la WWE” ha spiegato The Icon.

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Alla fine, dunque, Sting ha raggiunto la AEW e ha lottato nel PPV Revolution insieme a Darby Allin contro Brian Cage e Ricky Starks, per l’appunto in un incontro cinematografico.

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