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WWE, quale futuro per gli ex membri della Retribution?

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Fonte Immagine: @AliWWE (Twitter)

Dopo una lunga agonia, la Retribution è implosa nel kickoff di FastLane: la stable di rinnegati che voleva lasciare il segno in WWE non è mai riuscita a decollare, e dopo averla ridotta per mesi a una semplice macchietta il creative team della compagnia ha deciso di staccare definitivamente la spina.

Una stable destinata a fallire

Dopo aver perso la sua opportunità per lo United States Championship contro Riddle, il leader Mustafa Ali si è infuriato con i suoi accoliti accusandoli di essere un fallimento e di non essere stati capaci di aiutarlo contro l’Original Bro. Per tutta risposta Slapjack e Reckoning se ne sono andati, mentre Mace e T-Bar lo hanno steso con una double chokeslam.

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Da allora soltanto Ali è ricomparso in uno show settimanale WWE, cadendo al termine dell’ultima puntata di RAW contro Drew McIntyre dopo aver tentato di prendersi la taglia posta sulla testa dello scozzese da Bobby Lashley e che avrebbe potuto schiudergli le porte di WrestleMania.

In molti si domandano adesso quale possa essere il futuro dei membri di Retribution adesso che la stable non esiste più. Una domanda a cui il portale specializzato DailyDDT oggi ha cercato di rispondere con un articolo dedicato.

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Quale sarà il futuro degli ex membri della Retribution?

Partiamo dall’ex leader Mustafa Ali: in WWE da cinque anni, nel main roster da due, il wrestler ha indubbiamente talento e ha dimostrato con la Retribution di avere qualità importanti al microfono e sul ring, oltre alla grande professionalità che lo ha portato a lottare nonostante un infortunio piuttosto pesante.

Secondo l’articolo lo stint da heel di Ali è stato comunque disastroso, e probabilmente il wrestler dovrà reinventarsi ancora una volta per provare a ricominciare. Può farcela perché ha qualità e sa parlare di ingiustizie globali, anche se a nostro avviso la sua rinascita potrebbe essere ostacolata dal fatto che tra i membri della Retribution era l’unico senza maschera.

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Maschera che invece ha salvato Dominik Dijakovic. 200 centimetri di altezza, 120 chili di peso, il fu T-Bar ha esperienza da vendere e qualità notevoli per un big man, come ampiamente dimostrato nel suo stint a NXT. Secondo DailyDDT la WWE sarebbe pazza a non puntarci e noi non possiamo che essere d’accordo.

Un discorso più o meno valido anche per Reckoning/Mia Yim: la compagna di Keith Lee è una wrestler completa e carismatica, e nella divisione femminile ha dimostrato di poter lasciare il segno a NXT. Non vediamo per quale motivo non dovrebbe farsi strada anche nel main roster, dimenticato la terribile esperienza con la Retribution.

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Se Dijakovic ha fisico e qualità in ring, Dio Maddin aka Mace può contare soltanto su una stazza davvero notevole. Che comunque non è cosa da poco per farsi strada in WWE. Certo tecnicamente è ancora da sgrezzare, e allora non sarebbe una brutta idea affiancarlo proprio a Dijakovic, almeno nella parte iniziale della sua “nuova carriera”.

Poche possibilità invece per Shane Thorne: Slapjack era evidentemente l’anello debole della debole Retribution, e trattandosi di un peso leggero che già aveva faticato ad imporsi a NXT le previsioni sul suo futuro sono tutt’altro che rosee. Probabile un destino da jobber o un ritorno nello show del mercoledì, anche se pure in questo caso con prospettive molto ridotte.

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