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Fonte Immagine: @johnreport (Twitter)

La AEW negli ultimi mesi si è arricchita di numerosi wrestler di grande spessore, nomi noti al grande pubblico come Sting, Paul Wight e Christian Cage. Quest’ultimo ha debuttato nella compagnia lo scorso 7 marzo durante il PPV Revolution, stesso contesto in cui ha registrato la sua prima apparizione anche Ethan Page, partecipante a sorpresa nel ladder match valido per una title shot al TNT Championship.

Wrestler canadese di 31 anni, arrivato in AEW dopo un’esperienza di quattro anni a IMPACT! Wrestling dove si è laureato due volte campione tag con Josh Alexander (con cui formava The North) Page ha lasciato la precedente compagnia “ucciso” in un match cinematografico dal suo alter ego comedy, Karate Man.

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Un finale di cui si è detto che il diretto interessato fosse tutt’altro che entusiasta, ma guardandosi indietro Page – che era finito anche nel mirino della WWE quando ormai era chiaro che avrebbe lasciato IMPACT! Wrestling – non si pente di niente. Lo ha confermato in una interessante intervista rilasciata a Insight, programma YouTube condotto da Chris Van Vliet.

“Personalmente sono molto contento del periodo trascorso lì, mi è servito per crescere personalmente e professionalmente, un’esperienza di cui avevo bisogno. Ho imparato a muovermi, i tempi televisivi, cose che mi hanno reso un interprete migliore. Esperienze di cui anche la AEW trarrà beneficio.”

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La differenza tra la fu TNA e la AEW riguarda soprattutto audience e conseguente eco mediatico, secondo “All Ego”.

“Nessuno sapeva che stavo debuttando, ho realizzato il mio sogno e ancora fatico a rendermene conto. Ho preso un pugno da Jake Roberts, sono cresciuto vedendolo in tv con mio padre e sono stato contento. Immagina lui. L’esposizione che ti da la AEW è senza paragoni: mia moglie si è sempre fidata di me, adesso se ne rende conto ed è rimasta sbalordita quando a Hamilton, dove sono nato, mi hanno dedicato la copertina di una rivista.”

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Una vera e propria rivincita per un ragazzo che sente di essere arrivato dove sognava di arrivare da bambino.

“L’importanza della AEW è fuori discussione, è famosa in tutto il mondo, non ci sono paragoni. I membri della mia famiglia mi prendevano in giro quando dicevo che volevo fare wrestling, adesso si complimentano, sono orgogliosi di me.”

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