SHARE
Salernitana
FOTO - Sito asalerno.it

Dopo 22 lunghissimi anni, la Salernitana potrà nuovamente giocare in Serie A. La promozione centrata dall’allenatore Castori rappresenta senza dubbio un risultato storico, che permetterà ai salentini di confrontarsi di nuovo con l’elite del calcio italiano. Oggi, tuttavia, ci soffermeremo sulla storia dei giocatori che, nella stagione 1998-1999, hanno giocato in Serie A con la maglia della Salernitana. Andiamo a scoprire, quindi, cosa fanno oggi i principali protagonisti di quella squadra.

Marco Di Vaio

Di Vaio
FOTO – Sito sportcampania.it

Dopo aver rappresentato il faro dell’attacco granata, la carriera di Marco Di Vaio ha preso il volo: i 12 gol realizzati durante la stagione 1998-1999 gli sono infatti valsi l’interesse dei principali club italiani. Dopo aver vestito le maglie di Parma, Juventus, Valencia, Monaco, Genoa e Bologna, con cui ha mantenuto una media realizzativa decisamente alta, Di Vaio ha scelto di trasferirsi al Montreal Impact, dove ha chiuso in grande stile una carriera che, paradossalmente, avrebbe potuto regalargli molte più gioie. Conclusa la carriera da calciatore, l’ex attaccante romano ha deciso di rimanere nel mondo del calcio e intraprendere una carriera in ambito manageriale, tanto che nel novembre del 2015 ha conseguito un diploma da direttore sportivo. Attualmente è il responsabile scouting del Bologna, il club con cui ha realizzato più gol (66 in tutte le competizioni).

Eric Bischoff nomina i talenti AEW e WWE su cui costruirebbe una compagnia

David Di Michele

Quella in Serie A fu la sua prima stagione con la maglia della Salernitana, e i tifosi si sarebbero sicuramente aspettati di più: i 3 gol realizzati erano infatti troppo pochi. Nelle due stagioni successive, tuttavia, le reti segnati furono ben 37: reti che valsero a Di Michele l’interesse dell’Udinese, con cui ha vissuto le migliori stagioni della sua carriera. Ritiratosi a 40 anni, Di Michele è attualmente allenatore dell’U17 del Frosinone, e in passato ha anche allenato la prima squadra della Lupa Roma, che è stato il suo ultimo club da giocatore.

Salvatore Fresi

Salernitana
FOTO – Sito inter.it

Vincere una Coppa UEFA con l’Inter e poi decidere di trasferirsi alla neopromossa Salernitana non è da tutti, ma è proprio quello che ha deciso di fare Salvatore Fresi, uno dei giocatori più sottovalutati della sua epoca: libero o centrocampista centrale, Fresi ha poi vestito le maglie di Napoli, Juventus e Bologna, prima di concludere la sua carriera con la maglia della Rinascita Battipaglia a soli 33 anni. Tornato in Campania, a ha aperto un centro sportivo e una scuola calcio, la F6 Football Academy, legata al progetto Inter Grassroots Program.

WWE, John Cena apre a un possibile ritorno?

Federico Giampaolo

Trequartista talentuosissimo, dotato di senso del gol, visione di gioco sopraffine e ottime doti tecniche, Federico Giampaolo (fratello di Marco) non è mai riuscito a sfondare nel mondo del calcio, benché il talento di certo non gli mancasse. Sicuramente, invece, è mancata la fortuna, tanto che la stagione alla Salernitana è stata una delle meno entusiasmanti della sua carriera, che si è legata indissolubilmente al Pescara, con cui ha giocato più di 250 partite, realizzando circa 70 gol. Conclusa la carriera da calciatore, Giampaolo ha deciso di diventare allenatore di calcio, anche se la sua ultima avventura sulla panchina della Recanatese si è conclusa con un esonero.

Ighli Vannucchi

Come Giampaolo, Ighli Vannucchi si è distinto per le sue grandi qualità tecniche, che, però, non gli hanno mai permesso di giocare ad altissimi livelli, tanto che a livello nazionale è riuscito a giocare solamente con l’U21. La Salernitana ha rappresentato il primo vero successo della sua carriera, che poi si è legata alla maglia dell’Empoli, con cui ha giocato quasi 300 partite fra Serie A e Serie B. Anche se ad agosto compirà 44 anni, Vannucchi gioca ancora a calcio, nello Spianate Calcio, con cui realizza magie da vero fuoriclasse. Allo stesso modo, l’ex bandiera dell’Empoli lavora come conduttore televisivo per Sky, per cui presenta il programma Buona Pesca, essendo lui stesso un grande appassionato di questo sport.

WWE, Jimmy Uso: cambiati in corsa i piani per il suo rientro

Rigobert Song

Pur avendo giocato appena 4 partite con la maglia granata, Rigobert Song è probabilmente quello che ha avuto la carriera più “particolare” fra tutti i giocatori di quella stagione: nato e cresciuto in Camerun, il forte centrocampista africano è arrivato alla Salernitana dal Metz, ma il suo apporto è stato quasi nullo, tanto che dopo appena 6 mesi si è trasferito al Liverpool, dove invece è riuscito a lasciare un segno più tangibile della sua presenza. Conclusa nel 2010 la carriera da calciatore, con ben 137 presenze con la maglia del Camerun, Rigobert ha deciso di allenare, venendo tuttavia colpito da un ictus nel 2016. Ristabilitosi, ha prima guidato la prima squadra del Camerun e poi la nazionale U23.

Daniele Balli

Salernitana
FOTO – Sito asalerno.it

Considerato uno dei migliori portieri della storia della Salernitana e dell’Empoli, Daniele Balli ha legato la sua carriera a queste due maglie, con cui è riuscito ad affermarsi come uno dei portieri più sottovalutati degli anni degli 90 e 2000. Agilissimo, dotato di grandi riflessi e personalità da vendere, Balli è riuscito a regalare alla Salernitana e all’Empoli momenti di grandissima felicità, anche se la retrocessione della stagione 1998-1999 non è stata facile da accettare. Dopo alcuni anni di relax, il portiere classe 1967 ha deciso di rientrare nel mondo del calcio, questa volta da allenatore della difesa. Intanto, però, avrà sicuramente dedicato una delle sue giornate ad esultare per la promozione di entrambe le squadre con cui ha scritto al storia del calcio italiano.

WWE, nuova rivalità in arrivo per Seth Rollins?

Gennaro Gattuso

Se c’è un giocatore che ha letteralmente riscritto la storia del calcio partendo dalla Salernitana, quello è senza alcun dubbio Gennaro Gattuso: benché con la maglia granata siano arrivate quasi solamente delusioni, la retrocessione dei campani gli è valso l’interesse del Milan, che non si è fatto troppi problemi a portare in Lombardia quel centrocampista “poco bello” da vedere, ma tremendamente efficace, grintoso e mai domo. Un carattere, quello di Ringhio, che lo renderà uno dei migliori centrocampisti degli anni 2000 e che soprattutto contribuirà indiscutibilmente ai successi di un Milan che, senza di lui, sarebbe stato molto probabilmente molto meno concreto. Oggi, fra tutti i giocatori che hanno giocato la stagione 1998-1999 con la maglia della Salernitana, Gattuso è quello più conosciuto: dopo aver allenato il Milan, infatti, Ringhio è passato al Napoli, dove è riuscito a costruire un progetto solido e potenzialmente vincente.