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Daniel Cormier
FOTO - Twitter Daniel Cormier

In una recente partecipazione a uno dei programmi pre evento di UFC, l’ex campione dei pesi massimi e dei pesi massimi leggeri della promotion Daniel Cormier ha parlato di un suo vecchio incontro con Alexander Gustafsson. Il commentatore della UFC ha parlato a riguardo proprio perché tale combattimento si svolse a Houston, la stessa città che attende stanotte di capire quali saranno i vincitori degli incontri previsti per UFC 262.

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UFC, Daniel Cormier torna a parlare del match contro Gustafsson

“Quel match è stata la mia prima difesa titolata dopo aver battuto Anthony ‘Rumble’ Johnson. Si tenne a Houston e questo posto significa tanto per me perché sono della Louisiana che è molto vicina. Ricordo bene anche il faccia a faccia ufficiale. Alexander è un lottatore molto alto. Prima delle interviste Dana mi venne a dire che c’era una netta differenza di stazza ma io gli risposi che non avrebbe fatto la differenza. A un certo punto gli dissi che l’avrei fatto saltare in aria e lui raccolse la sfida. Ero decisamente più magro. Perché correvo in direzione dell’ottagono? Beh, perché aspettare? Non sapevo in realtà cosa aspettarmi da questo combattimento perché il mio avversario era molto talentuoso. Riuscii a effettuare un ottimo takedown molto presto, a un certo punto l’ho preso e l’ho fatto ruotare ma questo avvenne perché paradossalmente lui cercava di non cadere. Ebbi molto successo quando lo colpii con svariati jab di destro mentre lo attiravo a me con il braccio sinistro. Lui però mi colpii a mia volta provocandomi un taglio. Successivamente anche io gli procurai una ferita ma ero molto in difficoltà” ha spiegato inizialmente.

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Nel terzo round poi mi diede una ginocchiata al volto pazzesca e io caddi a terra ma quando lui cercò di finirmi io fui abbastanza bravo da aggrappare la sua gamba destra per rialzarmi e sportarlo. Invece nel quarto round ho cercato di pressarlo il più possibile perché sapevo che se lo avessi fatto avrei aumentato le mie chance di vittoria. Nel quinto round ero praticamente esausto. All’inizio portò a segno alcune combinazioni e mi dissi nella mia mente che la cosa doveva cambiare, così cominciai a pressarlo di nuovo fino alla fine del combattimento. Quando esultai per la vittoria finale per split decision provai la più grande sensazione di gratificazione mai provata in vita mia. Sono molto grato ad Alexander per essere entrato nell’ottagono con me e lo rispetto”.

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