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Bonucci
FOTO - Twitter Leonardo Bonucci

Secondo l’Assoagenti (ovvero l’Associazione Italiana Agenti Calciatori e Società), Bonucci avrebbe praticato “un’attività di disturbo su altri calciatori per indurli a lasciare i loro agenti trasferendo la procura a Lucci“, ovvero il suo agente. Nello specifico, l’Assoagenti avrebbe denunciato il comportamento scorretto di Lucci e Bonucci e l’influenza esercitata da loro nel cambiamento di procuratore di Kulusevski, Castrovilli e Scamacca, che sarebbero stati convinti proprio dal difensore della Juventus.

Un’azione che non è nuova nel mondo del calcio, e, anzi, è sempre stata largamente praticata. Basti pensare che Giovanni Branchini, agente di fama internazionale, ha rilasciata queste dichiarazioni a Calciomercato.com: “Il passaparola tra giocatori è sempre stato legittimo e logico. Diverso è, invece, se qualcuno in Nazionale fa pressione su alcuni giocatori perché possano passare col suo agente di riferimento”. Il comportamento di Bonucci e Lucci, quindi, sarebbe stato assolutamente scorretto.

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L’Assoagenti: “Bonucci praticava un’attività di disturbo in favore di Lucci”

Per questo motivo, nel mirino della Commissione federale è entrato Leonardo Bonucci, difensore centrale della Juventus, che sarebbe stato l’esecutore materiale dell’azione di disturbo fortemente voluta da Lucci, che, grazie proprio all’azione di Bonucci, avrebbe potuto espandere in maniera scorretta la propria agenzia, la WSA, promettendo in particolare contratti più ricchi, la possibilità di trasferirsi in squadre prestigiose e soprattutto, per i calciatori italiani (come abbiamo già detto, Castrovilli e Scamacca), la promessa di vestire la maglia azzurra.

Promesse chiaramente scorrette, che, non a caso, sono riuscite a convincere i suddetti calciatori, andando a creare un danno economico e professionale non indifferente ai precedenti agenti. Nello specifico, Kulusevski avrebbe cambiato agente senza il suo consenso, mentre l’attaccante del Genoa ma di proprietà del Sassuolo sarebbe stato convinto dalle ripetute chiamate. Una pratica, quella messa in atto da Lucci e Bonucci, altamente scorretta, che potrebbe presto essere punita dalla Commissione federale.

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