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Michael Chandler

Intervistato da MMA on Point, il lottatore UFC Michael Chandler è tornato a parlare, ancora una volta, del suo match contro Charles Oliveira di UFC 262. Un match per lui purtroppo non buono, dato che Oliveira ha vinto l’incontro per KO al secondo round.

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“L’atmosfera al Toyota Center era incredibile. Si trattava ovviamente del main event, quindi i fan erano molto elettrizzati, si è trattato di una bella reazione soprattutto perché non si vedeva una scena del genere da quasi un anno a causa della pandemia di COVID-19. Mi sentivo nel posto in cui dovevo essere, era bello ricevere questa opportunità. Avevo visualizzato perfettamente il mio avversario già prima del match. Penso che sia io che Charles Oliveira siamo quella tipologia di ragazzi difficili da buttare giù. Ho provato ad attaccarlo dal centro dell’ottagono, lui mi ha dato un paio di calci ma dopo aver perso l’equiilbrio l’ho attaccato io con alcuni pugni al corpo e poi al volto. Ho mancato un colpo molto simile a quello con cui avevo finalizzato Dan Hooker, veramente di pochissimo”.

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“Molti mi avevano detto che dovevo stare attento a non farmi attaccare alle spalle da Oliveira e devo dire che avevano ragione, Oliveira è uno dei più grandi grappler al mondo. Ma io sono stato attaccato così tanto tempo nella mia carriera e anche con un ragazzo dominante e in controllo come lui sono poi uscito dalla presa. Successivamente sono andato a segno con alcuni colpi. Per me questa è la parte più difficile dell’incontro a cui ripensare perché essenziamente lui era quasi out. Era una delle situazioni nelle quali, ironicamente, se avessi smesso di prenderlo a pugni sarebbe stato chiamato come fuori. Poi c’è sempre il dubbio se cercare di farlo rialzare o di buttartici addosso”.

E infine: “Avevo molta confidenza per il secondo round ma, dopo averlo colpito al corpo, lui mi ha preso alla mascella. Ho cercato di svincolarmi ma l’arbitro non ha avuto altra scelta se non quella di fermare l’incontro. Non avevo perso conoscenza ma non ero esattamente sul pezzo, diciamo così. Ovviamente ho provato un grande disappunto in seguito”.

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