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Bret Hart
Fonte Immagine: @globalfirstnews (Twitter)

Bret Hart è riconosciuto all’unanimità come uno dei più grandi wrestler della storia, uno status che il canadese si è guadagnato affrontando numerose leggende del ring e registrando una serie incredibile di match a 5 stelle grazie a un’abilità quasi inarrivabile sul ring, la cosiddetta “excellence of execution” che lo ha reso celebre.

Per qualcuno “The Hitman” è ancora “il migliore che c’è, il migliore che c’è stato e il migliore che mai ci sarà”, ma senza dubbio tutto questo non sarebbe stato possibile senza grandi avversari e grandi incontri.

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Bret Hart: “Curt Hennig il mio migliore avversario di sempre”

Ospite del podcast Rasslin’ di Brandon F. Walker, Bret Hart ha risposto volentieri alla domanda del suo interlocutore su quale sia stato il suo miglior rivale in carriera indicando il nome di un’altra grande leggenda: “Mr. Perfect” Curt Hennig.

“L’ho sempre detto e lo dirò sempre: se avessi potuto lottare un solo altro incontro avrei voluto farlo con Curt. È stato il mio avversario preferito di sempre. Mio fratello Owen arriva secondo per poco, ma io e Curt avevamo un tale legame, una tale alchimia, ogni volta che lottavamo e indipendentemente dalle circostanze.”

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“Ricordo che molte volte eravamo nello spogliatoio, esausti, ma poi bastava andare fuori e sentire il boato della gente e in cinque minuti eravamo capaci di regalare al pubblico un match a cinque stelle. Davamo tutto l’uno per l’altro, lui adorava lavorare con me e io adoravo lavorare con lui. E se guardi con attenzione, la mia ascesa verso l’alto comincia con lui.”

Bret Hart si riferisce al match di SummerSlam del 1991 in cui conquistò il suo primo titolo da singolo in WWF, l’Intercontinental Championship, strappandolo proprio dalla vita di Curt Hennig che nell’occasione lottò pur se da infortunato.

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“Non avrebbe mai mancato quell’incontro. Voleva farlo per me, per spingermi al livello successivo. Abbiamo avuto un’amicizia vera e fortissima. Avrebbe potuto dirmi che non ce la faceva, prendersi qualche mese di pausa per quel problema alla schiena. Ma tornò anche se infortunato per consegnarmi quel match.”

Un match strepitoso che ha segnato l’inizio della carriera di uno dei più grandi wrestler di sempre. Che oggi rende omaggio all’amico e rivale, scomparso prematuramente nel 2003 a soli 45 anni ma che continua a vivere nel cuore di tutti i fan di wrestling.

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