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AEW Malakai Black
Fonte Immagine: @AEW (Twitter)

Dimenticate Aleister Black e concentratevi su Malakai Black, la vera versione del personaggio che il wrestler olandese Thomas Budgen avrebbe voluto mostrare in WWE e che invece ha sorprendentemente visto la luce in AEW in seguito a uno dei trasferimenti più clamorosi, per tempistiche e modalità, nella ancora giovane storia della rivalità tra queste due grandi compagnie.

Non solo Malakai Black ha esordito in AEW bruciando i tempi, approfittando di un errore sul contratto firmato a suo tempo con la WWE che fissava in soli 30 giorni, invece dei canonici 90, la clausola di non competitività. Il suo stesso addio a Stamford è stato comunque strano, soprattutto perché dopo mesi passati inspiegabilmente lontano dagli show sembrava fosse arrivato il suo momento per ripartire.

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Niente da fare: dopo una serie di suggestivi video su un misterioso “padre oscuro” che ne preannunciavano il ritorno, Aleister Black è in effetti riapparso per mettere KO Big E nel finale di un Fatal 4-Way valido per il titolo Intercontinentale. Quindi, pochi giorni dopo, è stato rilasciato dalla compagnia.

Una mossa che lo stesso wrestler non si spiega se non con l’estrema confusione che a suo dire regna in WWE da mesi. Mancano i piani a lungo termine, manca la coerenza nelle scelte del creative team che Black ha definito “bipolari”. Questo è quanto ha dichiarato in una bella intervista concessa a Metal Injection.

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“Mi è piaciuto molto stare a NXT, ma sento di non aver fatto mai niente di importante nel main roster. Troppo booking bipolare, 50 e 50. Mi pushavano, poi ero fuori dalla TV. E a dirla tutta è questo il prodotto in questo momento. Tutto cambia di settimana in settimana oppure è ripetuto fino alla morte.”

Quindi ha raccontato il momento del suo rilascio e la sua reazione.

“È stato divertente. Ho iniziato a ridere perché mi sono detto beh, dai, mi hanno costruito per cinque o sei settimane. Mi hanno fatto tornare. E adesso mi tolgono. Non lo so, l’intera faccenda era talmente assurda che non potevo prenderla sul serio. Non ne valeva la pena. Mi sono sentito sollevato, ridevo, ho capito che era quella sensazione di libertà che avevo finalmente ritrovato.”

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