SHARE
WWE Bray Wyatt
Fonte Immagine: @WrestlePurists (Twitter)

Bray Wyatt non fa più parte del roster della WWE. La notizia, comunicata dalla compagnia alle 12.45 di oggi (le 18.45 in Italia) è clamorosa: anche se era assente dagli show televisivi addirittura dal RAW successivo a WrestleMania 37, il wrestler era sembrato costantemente pronto a tornare a sorpresa per riprendersi il posto da protagonista che inspiegabilmente gli era stato portato via molte volte.

E inspiegabile è stata l’intera carriera in WWE di Bray Wyatt, durata ben 12 anni e che nonostante la vittoria di ben 3 titoli mondiali non lo ha mai visto davvero emergere come la stella che moltissimi fan e addetti ai lavori ritenevano potesse essere. Figlio d’arte – suo padre era Mike Rotunda aka Irwin R. Schyster, I.R.S., uno dei più famosi personaggi dell’era gimmick – aveva esordito nel “Nexus 2.0” come Husky Harris senza riscuotere nessun successo.

WWE, Reginald spiega a tutti che non è francese

Bray Wyatt lascia la WWE

Tornato nel settore di sviluppo, ne era emerso con la geniale gimmick di Bray Wyatt, The Eater of the World, il leader della Wyatt Family che annoverava tra le proprie fila anche Luke Harper, Erich Rowan e per un certo periodo anche Braun Strowman. Si tratta di una stable di bifolchi, prossimi al satanismo o comunque a un culto (“Sister Abigail”) antico e misterioso. Un personaggio estremamente curato nei particolari che esalta il pubblico e gli regala le prime soddisfazioni.

Il tutto, è importante dirlo, senza l’aiuto di un creative team che anzi fa di tutto per affossarlo. Nonostante perda un feud dietro l’altro, nonostante venga costantemente superato dal face di turno, Bray Wyatt piace e arriva persino a conquistare il titolo massimo, un po’ a sorpresa, per poi perderlo malamente dopo appena 49 giorni contro Randy Orton.

Nikki A.S.H. ci parla della vittoria del titolo e della responsabilità di essere campionessa [ESCLUSIVA]

Il geniale Firefly Fun House match contro John Cena, praticamente più un segmento cinematografico andato in scena a WrestleMania 36, ha tentato di spiegare nel dettaglio quello che Bray Wyatt – nel frattempo diventato il mostruoso The Fiend – poteva essere e non è stato in WWE a causa delle scelte scellerate del booking team: un monster heel, un genio creativo costantemente frustrato, un talento capace di fare la differenza e invece relegato costantemente nelle retrovie.

Un talento mai del tutto realizzato

Del resto i due regni titolati con la gimmick di The Fiend, un misterioso demone che avrebbe dovuto rappresentare il suo riscatto, sono terminati prima a causa di una Spear di Goldberg in Arabia Saudita e poi da Roman Reigns, fresco di turn heel e bisognoso di un titolo per emergere completamente. Quello di cui non ha mai avuto bisogno Bray Wyatt, un pregio che si è trasformato in un limite.

WWE NXT, i talenti pronti per il main roster

L’inspiegabile sconfitta con Randy Orton a WrestleMania 37 e la promessa al RAW successivo di un ritorno che non si è mai avverato sono stati gli ultimi lampi di un ultimo anno di carriera vissuto ai margini, forse anche a causa della depressione causata dalla morte prematura dell’amico Luke Harper/Brodie Lee.

Sono state avanzate molte ipotesi e nessuna ha trovato conferma fino ad oggi. Forse un giorno scopriremo la verità, quello che è certo è che con oggi si conclude un viaggio che lascerà nel WWE Universe moltissimi rimpianti.

SHARE