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WWE Braun Strowman Bray Wyatt
Fonte Immagine: @luchalibreonlin (Twitter)

Un paio di giorni fa la WWE ha registrato una nuova ondata di licenziamenti, la quarta del post-WrestleMania 37, che ha visto il taglio di 13 talenti (più un arbitro) legati al roster di NXT. Una serie di addii più o meno importanti, comunque in gran parte previsti in un momento in cui la compagnia sta operando importanti tagli al budget sotto la voce “costo del personale”.

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WWE, i licenziamenti potrebbero non essere finiti

Potrebbe non essere finita qui. Almeno fino alla fine del 2021, la WWE potrebbe continuare più o meno periodicamente a tagliare la lista dei tanti wrestler ancora al momento sotto contratto. Una lista lunghissima, figlia di una strategia di espansione che sembra sia stata abbandonata.

Dal 2018, infatti, la compagnia di Stamford ha registrato un numero incredibile di nuove assunzioni e innesti: l’intenzione era quella di aprire numerosi WWE Performance Center in tutto il mondo e che ogni territorio avesse le proprie stelle. Un piano ritardato dal passaggio di NXT a USA Network e poi frenato dal COVID-19.

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La pandemia ha infatti fermato la WWE, impedendo numerosi viaggi nazionali e internazionali e stoppando gli show dal vivo. Per questo motivo la compagnia ha fatto dietrofront, trovandosi dunque costretta a licenziare atleti che comunque non avrebbero trovato spazio nei programmi dal vivo.

Questa almeno è la versione del rinomato podcast di insider Fightful Select, come riportato da WhatCulture. Quest’ultimo prevede che altre ondate di licenziamenti potrebbero verificarsi da qui alla fine del 2021 e spera che poi la situazione torni alla normalità.

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È importante ricordare come la WWE, nonostante la pandemia, abbia registrato utili record nel 2021 e che sia questo il motivo per cui, nonostante la crisi degli ascolti, ritiene di non doversi preoccupare della crescita da parte della AEW.

 

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