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WWE Jerry Lawler
Fonte Immagine: @ewrestlingnews (Twitter)

In questi giorni si è parlato molto dell’addio di Ric Flair alla WWE e del desiderio del Nature Boy – questo almeno il pensiero di Booker T – di tornare a lottare a 72 anni compiuti. Un’ipotesi non del tutto impossibile, almeno stando a quanto dimostrato da Jerry Lawler, quasi coetaneo del 16 volte campione del mondo.

The King festeggerà infatti 72 anni di età il prossimo novembre ed ha appena sostenuto nientemeno che un Casket Match, con tanto di druidi e violenti colpi bassi, contro un’ex stella della WWE.

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L’incontro è andato in scena a NEW WrestleFest 25, evento della Northeast Wrestling a cui hanno preso parte anche numerose stelle della AEW come Sammy Guevara, Fuego del Sol, Tay Conty, Eddie Kingston, Matt Hardy e il Private Party e leggende come Ricky Morton & Robert Gibson del Rock ‘n’ Roll Express, rispettivamente 64 e 63 anni.

Jerry Lawler lotta a 71 anni e sconfigge nZo

Davanti agli spettatori dell’Mid Hudson Civic Center di Poughkeepsie, New York, Jerry Lawler ha sconfitto nZo (Enzo Amore in WWE) mettendolo KO nel finale con un pugno ben assestato effettuato con il tirapugni, uno dei tanti colpi – insieme alle famigerate “palle di fuoco”, al pugno effettuato in volo dal turnbuckle e al Piledriver – che hanno contraddistinto una carriera cominciata addirittura più di mezzo secolo fa.

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Era infatti il 1970 quando l’allora poco più che ventenne disc-jockey debuttava sui ring di Memphis, la sua città natale, dando inizio a un percorso straordinario che lo avrebbe visto duellare anche con il noto comico Andy Kaufmann e poi arrivare in WWF/WWE. Con la federazione di Vince McMahon il rapporto si è concluso solo pochi anni fa dopo molti anni passati al tavolo di commento in seguito al ritiro.

Un ritiro che non è mai stato ufficiale: Jerry Lawler ha continuato a dare spettacolo nelle federazioni indipendenti, arrivando a superare la soglia dei 2300 incontri lottati – statistiche di Cagematch – fino al Casket Match con nZo.

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Le reazioni sul web (e a quanto pare anche live) sono state contrastanti, tra chi affermava che “nessuno sentiva il bisogno di questo match” e chi sottolineava a gran voce la passione che trasuda da ogni poro della pelle di The King. Che forse, come Ric Flair, semplicemente non riesce a smettere di fare una cosa che ama così tanto.

Del resto era stato lo stesso Triple H ad affermarlo poco prima di WrestleMania, affermando di non credere al ritiro di Undertaker: “Non c’è niente al mondo come il wrestling, come l’urlo della folla”. Parole che osservando Jerry Lawler oggi è difficile smentire.

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