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aew tony khan
Fonte Immagine: @CodyRhodes (Twitter)

Il presidente della AEW Tony Khan è sicuramente l’uomo del momento nel wrestling business, capace di creare un valido prodotto alternativo alla WWE nel giro di tre anni e di realizzare uno dei più grandi desideri di tutti gli appassionati, ovvero il ritorno di CM Punk dopo 7 anni e mezzo di semi-ritiro.

Con la sua compagnia sempre più in ascesa nei ratings e nel gradimento degli appassionati di wrestling, Khan non si nasconde più nei confronti di una WWE che più volte ha finto di ignorare i rivali. La dimostrazione arriva via social con una frecciata a Stamford, velata ma non troppo, in risposta alle dichiarazioni del suo quasi omonimo Nick Khan, vice-presidente esecutivo WWE.

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Quest’ultimo aveva spiegato, nel corso di un’intervista concessa a BT Sports, che nel prossimo futuro la compagnia di Vince McMahon avrebbe avuto parametri molto più rigidi e schematici, allo stesso tempo chiari e semplici, per permettere a tutte le aspiranti superstar di capire come entrare nella compagnia e fare strada, pur restando la vetta della montagna prerogativa per pochi.

Una visione che comunque non è piaciuta a Tony Khan, che senza fare riferimenti diretti ha postato un messaggio su Twitter che faceva bene intendere come ancora una volta la sua opinione sul wrestling business fosse diversa rispetto a quella di Stamford.

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“Il wrestling professionistico è una forma d’arte. Non crei grandi artisti allenando tutti a dipingere per numeri allo stesso modo.”

Un chiaro riferimento allo stile di wrestling praticato in una WWE che fatica comunque ad abbandonare la ricetta che l’ha resa vincente e ad adeguarsi ai tempi, come invece mostrò brillantemente di saper fare ai tempi della “Monday Night War” con la WCW.

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Anche quanto accaduto a SummerSlam 2021, evento che ha visto i ritorni a sorpresa di Becky Lynch e Brock Lesnar, non è sembrato comunque particolarmente innovativo ma più un tentativo di ottenere quanti più spettatori possibili nell’immediato senza pensare a costruire il futuro. Un errore che prima o poi la compagnia che per anni è stata leader indiscussa nel settore potrebbe finire per pagare caro.

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