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Forse le parole di Vince McMahon, owner della WWE che poche settimane fa aveva affermato di non considerare la AEW reale concorrenza, erano le parole di circostanza di un uomo che dopo tanti anni di dominio incontrastato sente la supremazia della sua compagnia veramente in pericolo. Forse invece sottovalutava la reale situazione.

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La AEW fa la storia: battuto RAW nella fascia demografica di riferimento

Certo è che in soli tre anni di vita la compagnia di Jacksonville creata da Tony Khan ha bruciato le tappe. E dopo i recenti arrivi dalla concorrenza di nomi come Christian Cage, Andrade El Idolo, Malakai Black e soprattutto il terzetto composto da CM Punk, Adam Cole e Daniel Bryan la guerra sta entrando nel vivo, come del resto aveva annunciato Chris Jericho all’indomani di All Out 2021.

Neanche il primo campione del mondo nella storia della AEW aveva però immaginato come il pubblico avrebbe reagito all’indomani di una notte che, parole sue, aveva “cambiato il gioco”. E la dimostrazione è arrivata dai dati degli ultimi ratings dei principali show di riferimento, RAW e Dynamite.

Il primo, prodotto di punta della WWE andato in onda lunedì, ha registrato una media di 1.849.000 spettatori. Di questi 678.000 facevano parte della fase demografica di riferimento 18-49 anni, un rating pari a 0.52.

Numeri non molto lontani da quelli di Dynamite, andato in scena mercoledì: 1.319.000 spettatori di media, un incremento notevole rispetto a 1.047.000 della settimana precedente, e soprattutto 681.000 spettatori nella demo 18-49 e un rating relativo di 0.53.

Insomma, seppur di poco, la AEW ha battuto per la prima volta la WWE nella fascia demografica di riferimento legata agli spettatori che seguono il wrestling. Un risultato storico che lo stesso Chris Jericho ha festeggiato su Twitter con due post, prima con il classico “ve lo avevo detto” riguardo a un gioco che è cambiato e poi sottolineando che si era sbagliato affermando che ci sarebbero voluti 4-6 mesi: “ci sono voluti 4-6 giorni”.

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