Il Caso Collini: la storia vera

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Il film Il caso Collini, interpretato da Franco Nero per la regia di Marco Kreuzpaintner, si ispira a una storia vera? Ecco la risposta.

Va stasera in onda su Rai3 il flm tedesco del 2019 Il caso Collini, diretto da Marco Kreuzpaintner (già sceneggiatore di Lui è tornato) e interpretato da Franco Nero ed Elyas M’Barek. La storia racconta di un giovane avvocato d’ufficio chiamato a difendere un operaio in pensione di origine italiana, reo di aver assassinato senza apparente motivo un noto industriale.

Sotto questa patina da legal thriller, si nasconde in verità una storia toccante, che affonda le radici nell’epoca della Seconda Guerra Mondiale e nel dramma del Nazismo. Il caso Collini è quindi parte di un filone abbastanza florido, ma alle sue spalle c’è anche una storia personale realmente accaduta. Scopriamo qualcosa di più su di essa.

La vera storia dietro al film Il caso Collini

Prima di tutto, bisogna dire che il film è tratto da un libro omonimo, pubblicato nel 2011 dallo scrittore Ferdinand von Schirach, autore tedesco ed ex-avvocato, celebre in patria per i suoi libri gialli a sfondo legale, com’è appunto Il caso Collini.

Quest’opera, però, è abbastanza particolare, perché coinvolge un aspetto personale dello scrittore bavarese: suo nonno, infatti, era Baldur von Schirach, a capo della Gioventù Hitleriana e condannato a 20 anni di carcere per crimini contro l’umanità al processo di Norimberga. “Avevo 12 anni – ha ricordato lo scrittore a Der Spiegel – Nel nostro libro di storia c’era una sua foto: ‘Baldur von Schirach, leader della gioventù Hitleriana’. Riesco ancora a vederla”.

L’autore ha quindi scritto Il caso Collini per riflettere sul proprio senso di colpa per quanto fatto dal nonno, un processo che in Germania è molto diffuso ed è chiamato vergangenheitsbewältigung. “Se cresci con un cognome come il mio, fin dall’età della ragione, devi porre a te stesso alcune basilari domande e trovare altrettante basilari risposte con cui convivere” ha rivelato all’Espresso.

Sembra inoltre che lo spunto per il libro gli sia arrivato anche da un altro caso di cronaca giudiziaria, il processo celebrato ad Amburgo nel 2002 contro Friedrich Engel, conosciuto come il Boia di Genova, un ex-ufficiale delle SS responsabile di numerose stragi avvenute in Italia durante la Seconda Guerra Mondiale.

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