Nella tana dei lupi: spiegazione del finale

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Nella tana dei lupi è un film action poliziesco del 2018 diretto da Christian Gudegast e interpretato da Gerald Butler. Ecco la spiegazione del finale.

Guardie e ladri non sembrano poi tanto differenti, in questo teso poliziesco con Gerald Butler, capo di una squadra anticrimine di Los Angeles che indaga su una feroce banda di rapinatori responsabile dell’omicidio di diversi poliziotti. Una trama fortemente ispirata da un classico come Heat – La sfida di Michael Mann, quella di Nella tana dei lupi, film del 2018 diretto da Christian Gudegast (Il risolutore, Attacco al potere 2).

Il finale del film è piuttosto enigmatico, e a lasciato molti spettatori confusi, oltre ad aver tenuto le porte aperte a un sequel che è già stato annunciato. Cosa succede allora nell’epilogo di Nella tana dei lupi?

Nella tana dei lupi: la spiegazione del finale

Alla fine, Nick e i suoi uomini riescono a mettere in trappona Merrimen e la sua banda, facendoli fuori quasi tutti nel bel mezzo di una sparatoria lungo una strada di Los Angeles. Nick insegue Merrimen, l’ultimo superstite e lo affronta: quest’ultimo, per non farsi catturare, finge di sparare al poliziotto con una pistola scarica, e si fa così sparare.

Ma nel furgone su cui erano a bordo i rapinatori, non c’è alcun bottino della rapina: solo fogli di carta sminuzzati. Nick capisce allora di aver sbagliato tutto, sottovalutando il barista Donnie, ritenuto un pesce piccolo e invece vero cervello della banda. Donnie ha ideato la rapina con lo scopo di fuggire da solo con il denaro, cosa che effettivamente gli è riuscita.

Nell’ultima scena, il barista lavora adesso a Londra, e lo vediamo intento a preparare un nuovo colpo, ormai al sicuro in un Paese in cui nessuno sospetta nulla di lui, e in cui Nick non lo può inseguire.