Invictus – L’invincibile: significato e riflessioni sul film

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Invictus – L’invincibile è un film di Clint Eastwood del 2009 con Morgan Freeman e Matt Damon, che riflette sul tema del razzismo e non solo.

La vera storia dell’amicizia tra Nelson Mandela e François Pienaar, un politico e uno sportivo, è alla base del grande successo di critica e di pubblico Invictus – L’invincibile, film diretto da Climnt Eastwood nel 2009. Andiamo a vedere quali sono i temi alla base del film.

Invictus – L’invincibile: il significato del film

La pellicola di Clint Eastwood è chiaramente una riflessione sul tema del razzismo (come per certi versi era già, seppur in un altro contesto, Gran Torino) ma ancor di più su come superare l’ostacolo dell’odio razziale per costruire una società più giusta.

Mandela che esce dal carcere dopo una lunga prigionia e, divenuto Presidente, non cerca vendetta ma un punto di contatto con la minoranza bianca afrikaaner, dimostra bene questo atteggiamento alla base del film. Aprirsi verso gli altri, mettendo da parte le differenze, è un percorso bilaterale, perché la stessa cosa la deve fare anche l’altra parte, qui incarnata da François Pienaar, che deve imparare a comprendere le motivazioni dei neri invece di restare chiuso nel proprio privilegio. In questo senso, la scena della visita alla prigione in cui fu rinchiuso Mandela è emblematica.

Invictus mette anche in luce, come pochi altri film sono riusciti a fare, il ruolo cruciale dello sport nei fenomeni sociali, come chiave di lettura e di compresione della realtà per le masse. Il Mondiale di rugby del 1995 diventa così un’occasione per simboleggiare, attraverso gli Springboks, cosa può essere il Sudafrica unito e capace di mettersi alle spalle il proprio passato tragico.

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