Eddie the Eagle – Il coraggio della follia la storia vera dello sciatore

- Advertisement -

Eddie the Eagle – Il coraggio della follia è un film biografico sportivo del 2016 diretto da Dexter Fletcher con Taron Egerton protagonista. Ecco la storia vera.

Un ragazzino inglese si mette in testa che un giorno riusciràa partecipare alle Olimpiadi e, fallimento dopo fallimento, arriva a scoprire la disciplina del salto con gli sci, al quale dedicherà il suo massimo impegno. Arriverà così, anni dopo, a prendere parte alle Olimpiadi di Calgary 1988.

C’è una vera storia di passione e tenacia, e anche un pizzico di follia, dietro il film Eddie the Eagle – Il coraggio della follia, diretto da Dexter Fletcher (Bohemian Rhapsody, Rocketman) con protagonista Taron Egerton (Kingsman – Secret Service, Rocketman). Ma cosa successe nella realtà, e chi era il vero Eddie “The Eagle”.

Eddie the Eagle – Il coraggio della follia: la vera storia dietro al film

Il protagonista della vicenda reale è appunto Eddie Edwards, nome bizzarro che è in realtà il diminutivo di Michael Thomas Edwards, nato a Cheltenham, nel Sud del Regno Unito, nel 1963. Nella sua famiglia erano tutti sciatori appassionati, e questo fece nascere in lui il sogno di gareggiare alle Olimpiadi per la Gran Bretagna nella specialità di famiglia.

Tuttavia, crescendo Edwards si rese conto che, sebbene fosse un discreto discesista, non aveva le qualità per ottenere una qualificazione olimpica. Nel 1985 si trasferì così a Lake Placid, negli Stati Uniti, per allenarsi in una nuova disciplina, il salto con gli sci, dove c’era meno competizione a livello britannico per qualificarsi.

eddie the eagle edwards
Il vero Eddie The Eagle.

Subito, però, emersero dei problemi: gli allenamenti, le attrezzature e l’allogio erano costosi, e per mantenersi dovette fare vari lavori, come lo stuccatore, l’addetto alle pulizie e lo spalatore di neve. In aggiunta, Edwards pesava molto più della media dei concorrenti nella disciplina, e aveva un problema alla vista che lo costringeva a indossare spessi occhiali sotto la maschera, che finivano puntualmente per appannarsi durante i salti.

A partire dal dicembre 1986, iniziò a prendere parte a gare internazionali, piazzandosi quasi sempre all’ultimo posto. Tuttavia, essendo l’unico praticante di salto con gli sci nel Regno Unito, stabilì il primato nazionale e ottenne la qualificazione a Calgary 1988: gareggiò nel trampolino normale K70 e nel trampolino lungo K90, arrivando in entrambi i casi ultimo con ampi distacchi dai penultimi. Eppure, divenne una star.

Eddie the Eagle (Eddie l’Aquila), come venne soprannominato, divenne un idolo dei tifosi a dispetto dei risultati, e iniziò a essere invitato ai talk show anche durante i Giochi. Dopo Calgary, apparve frequentemente in tv, scrisse un libro umoristico e incise alcuni dischi di canzoni. Successivamente fece ancora qualche gara, con i medesimi risultati di prima, ma non riuscì più a qualificarsi alle Olimpiadi, a causa di una revisione dei regolamenti di qualificazione.

La sua fortuna è durata in realtà molto poco: dopo il ritiro dall’attività sportiva è entrato in declino, e nel 1992 ha dovuto dichiarare bancarotta. Si è poi ripreso, laurendosi in Legge a Leicester nel 2003, all’età di 40 anni, ma continuando a lavorare come muratore. Oggi vive a Woodchester, nel Regno Unito.