Mihajlovic e Samp-Lazio, quanti ricordi e quella tripletta nel 1998

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Samp-Lazio-Sinisa, Sinisa-Lazio-Samp, Lazio-Sinisa-Samp, in qualunque modo la si giri pare evidente come queste tre componenti siano unite come gli anelli di una catena indistruttibile a prescindere dallo scorrere lento ed inesorabile del tempo. La storia italiana di Sinisa Mihajlovic iniziò nell’estate del 1992, con il suo approdo tra le fila della Roma, dopo aver indossato in Serbia le maglie di Vojvodina e Stella Rossa, con la quale vinse addirittura una Coppa dei campioni nel 1991. Roma è la città giusta, ma non la sua dimora adatta per il momento, e allora nel luglio del 1994 sveste i colori giallorossi per indossare il blucerchiato del suo primo grande amore: la Sampdoria. Inizialmente considerato un centrocampista al suo arrivo in Italia, dalla stagione 94/95 passerà in difesa facendo le fortune sue e del suo club, grazie all’intuizione di Sven-Goran Eriksson. Proprio da qui inizia anche la leggenda di uno dei migliori battitori di punizioni dell’epoca moderna, che al termine della sua carriera farà registrare il record di reti su calcio piazzato (27) in Serie A, battuto da Andrea Pirlo solo in questa stagione. Mazzone ai tempi della Roma lo definì addirittura ‘uno dei difensori più completi a livello mondiale’, data le sue abilità difensive unite ad una grinta da trascinatore e alle grandi doti di “regista nascosto”, pronto a far partire l’azione con lanci d’alta scuola.

PUNIZIONI DA FAVOLA – Un peccato quasi mortale sprecare tanto talento nel mancino solamente in difesa, dunque come detto diventerà col tempo anche un sopraffino battitore di punizioni, con traiettorie sempre variegate, che spaziano dal calcio potente fino al sinistro a giro. A testimonianza della sua bravura, il suo tiro divenne oggetto di studio da parte di alcuni ricercatori del Dipartimento di Fisica dell’Università di Belgrado quando era ancora nelle file della Stella Rossa: tali studi confermarono che il suo tiro raggiungeva la velocità di 165 km/h calciando in un modo particolare, ma non fu comunque possibile capire la ragione della peculiarità delle sue traiettorie.

SAMP-LAZIO – Ma torniamo alla sua storia: dopo 4 anni fantastici in blucerchiato, si consacra definitivamente alla Lazio, con il trasferimento del 1998. Proprio questo è un anno da cerchiare con il pennarello rosso, perché sarà la stagione in cui batterà l’ennesimo record, siglando addirittura una tripletta, tutta su calcio di punizione, proprio contro la sua ex squadra, la Sampdoria, diventando così l’unico insieme a Giuseppe Signori a compiere un’impresa simile. Che curioso e beffardo scherzo del destino, la miglior giornata calcistica a livello personale di SInisa Mihajlovic si è consumata proprio in un pesante 5-2 contro il suo passato. Al termine di quella stagione avrà addirittura realizzato 8 reti in Serie A, niente male per un difensore, mentre dopo 6 stagioni, nel 2004 chiuderà la sua avventura biancoceleste, passando all’Inter con all’attivo addirittura 33 reti messe a segno e 7 trofei nella capitale.

DI NUOVO CONTRO – Ora però la storia è diversa, SInisa ha appeso gli scarpini al chiodo da un po’, diventando un allenatore in carriera. Bologna, Catania, Fiorentina e Serbia prima di sedere sulla panchina della Sampdoria a partire dal 2013. Una stagione quella corrente quasi da incorniciare, con i blucerchiati in piena lotta Europa League a due turni dal termine. Sulla strada del serbo c’è però ancora un ostacolo molto importante da superare: il suo passato, la Lazio. I biancocelesti impegnati dal canto loro nella lotta alla qualificazione Champions, non hanno alcuna intenzione di fermarsi di fronte al generale Sinisa, che a distanza di circa 17 anni ha la possibilità di regalare una notte di rivincita alla Samp dopo averle inflitto quella famosa tripletta datata 13 dicembre 1998.

ecco il video della tripletta in Lazio-Sampdoria 5-2:

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