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Il calcio sa regalare belle storie e quella di Sebastiano Luperto è una di queste. Certo, la storia del giovane difensore è ancora tutta da scrivere, ma ciò che si è “letto” finora lascia ben sperare gli addetti ai lavori, i tifosi del Napoli e lo stesso Sebastiano. Luperto nasce a Lecce nel 1996, a cinque anni inizia a tirare i primi calci al pallone alla San Cesareo e dopo qualche anno il Lecce si interessa fortemente al ragazzo, portandolo in maglia giallorossa. Nelle giovanili della squadra salentina vive l’intera trafila dagli Esordienti alla Berretti, dove si migliora e addirittura si trasforma: Sebastiano nasce, infatti, come esterno d’attacco e con il passare degli anni, durante la sua crescita calcistica, cambia ruolo e posizione in campo. Claudio Luperto, allenatore dell’omonimo Sebastiano ai tempi dei Giovanissimi Nazionali ed ex centrocampista del Lecce anni ’80, ricoprirà un ruolo fondamentale per la crescita del ragazzo schierandolo prima da terzino sinistro, abbassando di fatto il suo raggio d’azione, per poi provarlo in quello che ai tempi fu un azzardo: Luperto difensore centrale. Il fisico però c’è, la stazza pure, oltre alla innata disciplina tattica. Da attaccante a leader difensivo, i suoi 191 centimetri lo aiutano non poco e nel giro di pochi mesi su Luperto si fiondano le big del campionato italiano: al Torneo di Viareggio del 2013 viene visionato dalla Fiorentina, ma è il Napoli che segna il suo nome sul taccuino dopo una gara proprio contro il Lecce e lo contatta di lì a poco.

Luperto si trasferisce al Napoli, ma prima si toglie la soddisfazione di esordire con il Lecce, in Coppa Italia,  contro Parma, Ternana e Santhià. Luperto si trasferisce in maglia azzurra in compartecipazione con il Lecce, che non vuole cedere inizialmente l’altra metà dell’ormai promettente centrale difensivo. Agli ordini di mister Saurini, al centro della difesa azzurra, diventa leader indiscusso e, dopo le ottime prestazioni in campionato e in Youth League, Sebastiano si toglie un’altra soddisfazione: pur senza scendere in campo vince la Supercoppa italiana 2014 contro la Juventus. Primi assaggi di calcio vero per Luperto, primi allenamenti insieme ai grandi, in pianta stabile, dopo la chiamata di Benitez che lo volle in ritiro già nell’estate scorsa, dopo averne apprezzato qualità e doti fisiche. Al buon Rafa Sebastiano deve tanto, dalle prime convocazioni all’esperienza in panchina, fino al suo esordio in Serie A, il 3 maggio 2015, Napoli-Milan: Luperto entra, scatto rapido come il battito del suo cuore, volto che non nasconde la forte emozione. Si posiziona di fianco al suo idolo di sempre, Raul Albiol. Sguardi che si incrociano, l’ex Real si volta verso il giovanotto, cenno d’intesa, l’ok con la mano e tranquillità ritrovata: inizia così la carriera in serie A di Sebastiano Luperto. Un sogno, questo è quanto scritto finora, ma la penna è sempre pronta, in attesa di mettere nero su bianco sul suo futuro. Lo scorso giugno Luperto è stato riscattato interamente dal Napoli, in questi giorni è in ritiro a Dimaro. Mister Sarri lo schiera puntualmente come centrale di difesa insieme ad Albiol, situazione riproposta anche nell’amichevole di qualche giorno fa, con Koulibaly ed Henrique inizialmente in panchina. Maurizio Sarri sembra puntare molto sul classe ’96, lui l’unico centrale mancino, la fotocopia del suo idolo ex Real: “l’ Albiol di Lecce”, così lo chiamano i compagni di squadra e a Sebastiano di certo non dispiace.

Luperto è un centrale difensivo prevalentemente di sinistra, mancino puro. La stazza fisica è notevole, un colosso di 191 centimetri al quale, però, piace tanto giocare d’anticipo e staccare di testa con ottimi tempi. Negli scontri aerei è imperioso, sia in fase difensiva che nelle sortite offensive, dove approfitta delle palle inattive per palesare le sue capacità anche sotto porta. Luperto ha grande visione di gioco e un buon sinistro, che utilizza impeccabilmente in fase di impostazione. Innato il senso della posizione, garantisce affidabilità, oltre ad avere personalità da vendere. La velocità non è di certo il suo forte, ma spesso legge in anticipo l’azione e si fa trovare pronto in copertura. Di certo non butta mai la palla, cercando spesso di far ripartire l’azione da dietro. Punto fondamentale questo per Sarri, che ha già catechizzato i suoi a riguardo, con la palla che dovrà necessariamente passare per i piedi di Valdifiori, pronto a verticalizzare per le punte o per Insigne tra le linee, così come si è visto nella prima amichevole stagionale del nuovo Napoli. Luperto ha convinto un po’ tutti, addetti ai lavori e non. Di certo sembra aver convinto Maurizio Sarri che non ha mai avuto problemi a lanciare e valorizzare giovani di prospettiva, soprattutto centrali difensivi, come Rugani e Barba, ad esempio. A giorni dovrebbe approdare in ritiro Davide Astori e le domande su Luperto iniziano a diventare insistenti: il giovanotto potrà dire la sua nel Napoli di Sarri o sarà meglio per lui partire in prestito per fare esperienza e trovare la continuità di cui necessita? Per ora Sebastiano Luperto fa parte della prima squadra del Napoli ed ha acquisito la sua importanza, con serietà, sacrificio, impegno e abnegazione, doti che non passano certo inosservate agli occhi di Sarri. L’imminente arrivo di Astori e le voci riguardanti altri difensori centrali non escludono però la partenza di Luperto, che potrebbe sfruttare qualche esperienza in prestito in serie B per assicurarsi la continuità che gli occorre e la sicurezza che sicuramente acquisirà confrontandosi partita dopo partita contro professionisti esperti. Sarebbe comunque un arrivederci, il Napoli punta tanto sul giovane ex Lecce e l’acquisizione a titolo definitivo del ragazzo è un chiaro segnale delle intenzioni azzurre.

E’ da diversi anni che l’Italia non sforna difensori centrali di livello, questione che fa pensare e riflettere sul da farsi, per non bruciare l’ennesimo giovane dalle belle speranze. La scuola dei difensori italiani sembra poter rinascere con gente come Romagnoli o Rugani, quest’ultimo lanciato, guarda un po’, proprio da quel Maurizio Sarri che oggi ha Luperto nella sua rosa. Magari sarà proprio il mister ad opporsi ad una su cessione in prestito per dagli la possibilità di giocarsi le sue carte con la maglia azzurra. Intanto Luperto si candida per un posto nello scacchiere azzurro con il solito impegno e sacrificio, un passo dopo l’altro, in attesta di conoscere il suo futuro. Sebastiano Luperto in rampa di lancio, inseguendo un sogno e un idolo, Raul Albiol. Sperando in un futuro roseo per lui e per il nostro calcio e una carriera almeno ricca quanto quella del suo grande idolo, Sebastiano ha scelto il lavoro e la serietà per scrivere il suo futuro, con quella penna sempre pronta: Luperto, l’ Albiol 2.0 Made in Lecce.