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Che fine ha fatto Federico Macheda?

In questi giorni in Inghilterra e non solo impazza una sorta di Rashford-mania: una vera e propria malattia che coinvolge il giovanissimo attaccante del Manchester United Markus Rashford. Esordiente col botto in prima squadra a soli 18 anni, Rashford ha collezionato sia alla prima apparizione in Europa League che alla prima in Premier, per giunta contro l’Arsenal, due splendide doppiette addirittura decisive per l’esito delle sfide. In casa ‘Red Devils’ però non è tutto oro quello che luccica e circa 7 anni fa ci fu un giovane 17enne italiano in grado di compiere un’impresa simile senza però trovare la giusta fortuna nel prosieguo della carriera. Parliamo dell’attaccante azzurro classe 1991, Federico Macheda che ancora minorenne conquistò l’Old Trafford grazie ad un goal all’esordio peraltro decisivo in un pirotecnico 3-2 all’Aston Villa sostituendo nei minuti finali il portoghese Nani. Come detto però non tutte le favole sono a lieto fine e la parabola di Federico Macheda lo ha portato in pochi anni a passare da campione predestinato con i ‘Diavoli rossi’ a bomber di scorta con la casacca del Cardiff City nella seconda serie inglese.

CAMPIONE PRECOCE

‘Kiko’ Macheda vive sin dagli albori della sua carriera una girandola di emozioni che lo portano presto insieme alla famiglia in quel di Roma dove muove i primissimi passi nelle giovanili della sua squadra del cuore: la Lazio. Con i biancocelesti però non scocca l’amore e ad accaparrarsi le prestazioni del ragazzo romano è il Manchester United di Sir Alex Ferguson, più lesto di tutti a strappare l’attaccante dalle grinfie di Lotito e Sabatini. Non saranno infatti poche le polemiche che accompagneranno appunto il passaggio di Macheda dalla Lazio allo United bravo ad approfittare della restrittiva legge italiana sul tesseramento di calciatori al di sotto dei 16 anni. Nel Regno Unito un ancor giovanissimo Federico si forma sia dal punto di vista dell’istruzione che da quello sportivo sotto le cure del prestigioso settore giovanile dei ‘Red devils’ dove sarà anche capace di conquistare una Manchester Senior Cup e di finire presto sotto la guida dell’ex United, Ole Gunnar Solskjaer con la compagine riserve. Dopo la classica trafila delle giovanili arriva così il suo grande momento, nell’aprile del 2009 quando a soli 17 anni riesce a firmare come detto la rete decisiva contro l’Aston Villa che lo spedisce dritto nella storia del club rosso di Manchester. La sua favola in quella magica annata non si riduce solo a quel momento di gloria: dopo una sola settimana infatti il ragazzo di Roma riesce ancora a timbrare il cartellino nella vittoria in trasferta in casa del Sunderland tramutando in oro il quarto d’ora concessogli da Ferguson. Con un inizio così scintillante i paragoni si sprecano e ben presto ‘Kiko’ viene accostato al compagno di squadra Cristiano Ronaldo, sicuramente diverso in quanto a caratteristiche ma non certo per quanto riguarda la precocità. Nel 2010 viene anche inserito nella lista dei migliori calciatori nati dopo il 1989 stilata da Don Balón e così facendo l’apice è realmente toccato. E’ però risaputo che più alto è il piedistallo e più rovinosa è la caduta.

CADUTA LIBERA

Al termine del suo magic moment l’ex laziale collezionerà 4 apparizioni, due goal e un assist, un bottino sufficiente per aggregarlo in pianta stabile in prima squadra a partire dall’annata successiva. Macheda colleziona così anche l’esordio in Champions League ma non riuscirà mai ad incidere per tutta la stagione, se non per un’unica eccezione ancora contro l’Aston Villa. Sono solamente una decina le apparizioni in rosso così come anche nell’annata seguente ancora avara di gloria personale. Nel 2010/11 infatti dopo una manciata di minuti da settembre a gennaio decide di tentare la maturazione altrove tornando in Italia in prestito alla Sampdoria dove però raccoglie ancora una volta una delusione dietro l’altra con una sola rete all’attivo, peraltro in Coppa Italia e una cocente retrocessione con i blucerchiati. Il rientro a casa Manchester è però praticamente da turista e dopo altri sei mesi giocando con il contagocce viene spedito a Londra dove ad attenderlo c’è il QPR con il quale però continua a non trovare spazio. L’aereo per Manchester è così nuovamente in volo e dopo un’altra manciata di panchine in Red Devils è lo Stoccarda, ancora in prestito, a credere in lui. Inutile ribadire il concetto ma anche in Germania il fallimento è dietro l’angolo con 14 apparizioni e zero reti in Bundes. La girandola di prestiti non è però finita qui ed ecco che il rilancio potrebbe passare dalla Championship, la seconda serie inglese con le maglie di Doncaster prima e Birmingham poi con la quale si sblocca finalmente mettendo insieme 10 goal che danno speranza. Il Macheda giramondo non si ferma e saluta definitivamente lo United approdando a titolo definitivo in quel di Cardiff. 6 le reti nella passata stagione, 6 invece sono le presenze totali in questa nella seconda serie inglese con un totale da brividi di appena 63 minuti tra spezzoni di partita.

IL RILANCIO

La storia di Federico Macheda è quella di un giovane talento italiano esaltato forse in maniera eccessiva a causa di un avvio scintillante di carriera e schiacciato ben presto dalla sua stessa etichetta di bomber predestinato. A metà dicembre 2016 l’attaccante classe 1991 è pronto ancora una volta a rimettersi in discussione firmando con il Novara. Già da diversi giorni si vociferava di un approdo di Macheda alla società piemontese, alla quale è stato in prova per un breve periodo prima della firma dell’accordo. L’ex attaccante di  Manchester United, Doncaster, Birmingham, Cardiff City e Nottingham Forest era svincolato dopo aver rescisso in maniera consensuale il proprio contratto con il club gallese.

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