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Milan coppa italia

Dopo 13 anni di attesa, il Milan torna a disputare una finale di Coppa Italia. La semifinale di ritorno contro l’Alessandria è stata poco più di una formalità per la squadra di Mihajlovic, che attende ora la vincente dell’altra semifinale, quella che vede la Juventus super favorita sull’Inter dopo il 3-0 dell’andata. Il percorso dei rossoneri verso la finale è cominciato la scorsa estate con il 2-0 al Perugia, seguito dalla vittoria ai supplementari contro il sorprendente Crotone e dalle gare decisamente abbordabili contro Sampdoria, Carpi e appunto Alessandria. L’ultima finale disputata – e vinta – dal Milan risale alla stagione 2002-2003, quella del ritorno sul tetto d’Europa sotto la guida di Carlo Ancelotti. Di fronte a Maldini e compagni la Roma di Totti e Cassano, in una finale formato andata/ritorno che ebbe un sapore molto particolare.

Il percorso di quel Milan verso la finale non si discosta molto da quello attuale, se non per la formula del torneo che prevedeva gare di andata e ritorno dai sedicesimi fino alla finale. La squadra di Ancelotti si confontò con formazioni ampiamente alla portata quali Ancona, Chievo ed il sorprendente Perugia del capocannoniere Miccoli, che giunse sino in semifinale eliminando persino la Juventus con una doppia vittoria. La finale contro la Roma, conquistata in aprile, assunse caratteri epici il mese successivo quando, al termine di un tiratissimo derby di Champions League, il Milan scoprì di doversi giocare la coppa dalle grandi orecchie a cavallo tra le due partite decisive per l’assegnazione della Coppa Italia. A quei tempi la rosa del Milan era infarcita di campioni, ma la concomitanza con la finale di Manchester tolse ogni dubbio ad Ancelotti riguardo alla formazione da schierare, almeno nella gara di andata. Il tecnico di Reggiolo diede dunque spazio a quelle seconde linee che di fatto avevano portato il Milan in finale. All’Olimpico di Roma i giallorossi passarono in vantaggio con Totti nel primo tempo, ma furono spazzati via nella ripresa dalla doppietta di Serginho e dalle reti di Ambrosini e del subentrato Shevchenko. Tutto apparecchiato per la finale di ritorno, disputatasi 72 ore dopo il trionfo di Manchester e nella quale, verosimilmente, Ancelotti scelse chi schierare i meno provati dai festeggiamenti. Successe di tutto: Abbiati, unico reduce da quella finale, parò di tutto nel primo tempo, salvo poi cedere due volte nel giro di pochi minuti sotto i colpi delle punizioni di un ispirato Totti. A scacciare la paura ci pensò Rivaldo un minuto dopo, prima delle espulsioni di Cassano – scenata isterica con tanto di cartellone pubblicitario sfondato – e Totti per doppia ammonizione. Nel finale il pari di Pippo Inzaghi, al trentesimo centro stagionale.

Finale di andata: Roma-Milan 1-4

Roma (4-4-2): Pellizzoli, Cafù (41′ s.t Guigou), Zebina, Samuel, Panucci; Dacourt, Emerson (35′ s.t De Rossi), Tommasi, Candela; Totti, Cassano (30′ s.t Delvecchio). All.: Fabio Capello
Milan (4-4-2): Abbiati; Simic (24′ s.t Kaladze), Laursen, Roque Junior, Helveg; Brocchi, Redondo, Ambrosini, Serginho (41′ s.t. Dalla Bona); Rivaldo, Tomasson (26′ s.t Shevchenko). All.: Carlo Ancelotti
Marcatori: 28′ Totti (R), 17′ s.t rig. Serginho (M), 25′ s.t Ambrosini (M), 27′ s.t Serginho (M), 44′ s.t Shevchenko (M)

Finale di ritorno: Milan-Roma 2-2

Milan (4-4-2): Abbiati; Simic (83’ Helveg), Nesta, Laursen, Maldini; Gattuso (89’ Kaladze), Redondo, Seedorf (60’ Rui Costa), Serginho; Rivaldo, Inzaghi. All.: Carlo Ancelotti
Roma (4-4-2): Pelizzoli; Zebina, Samuel, Panucci, Candela (85’ Fuser); Dacourt  (78’ De Rossi), Tommasi, (54’ Delvecchio), Emerson, Lima; Totti, Cassano. All.: Fabio Capello
Marcatori:  56’, 64’ Totti (R), 65’ Rivaldo (M), 90’Inzaghi (M)