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Francesco Deli esultanza
L'esultanza di Francesco Deli dopo la sua prima rete con la maglia del Foggia nel match con il Messina. Fonte - www.foggiacalcio1920.it

A rendere ancora più affascinante il classico luogo comune è la concreta possibilità che quest’ultimo possa essere smentito da fatti, numeri e circostanze certamente non casuali. Chi sostiene che la finestra di mercato di gennaio non possa regalare grandi colpi in grado di cambiare volto ad una squadra, dovrà stavolta ricredersi davanti al caso di Francesco Deli, centrocampista classe ’94, passato dalla Paganese al Foggia proprio qualche settimana fa. Per comprendere al meglio la portata di un trasferimento che, a conti fatti, è riuscito nell’impresa di spostare gli equilibri all’interno di un girone assai livellato come quello meridionale di Lega Pro, potremmo paragonare Deli a Gagliardini. Un confronto forse azzardato, che tuttavia dimostra di reggere sotto diversi aspetti, confermando come anche a stagione in corso possano essere operati dei correttivi in grado di migliorare il rendimento e alzare il livello dell’asticella. Ecco perché oggi sperare nel tanto atteso salto di categoria non è più un sogno per i Satanelli di mister Stroppa (secondi in classifica a meno due dal Lecce capolista).

Centrocampista totale

Chi bazzica e ha seguito la Lega Pro in questi ultimi anni conosce perfettamente il valore di Deli, giovane-veterano della categoria grazie alle più di cento presenze accumulate con la maglia della Paganese, la società che per prima aveva creduto in lui dopo il biennio nei Dilettanti con il Palestrina. Fisico potente e longilineo, piede da trequartista, polmoni da mediano, cervello da regista. Una manna dal cielo per Stroppa, uno che di talento se ne intende, alla ricerca di un profilo che potesse alzare la qualità del centrocampo rossonero dopo la partenza di Riverola alla volta di Reggio Emilia, abbinando quella concretezza in zona gol che era spesso mancata all’ex canterano blaugrana. Due gol in quattro partite, presenza e sostanza in mezzo al campo, Deli si è preso il Foggia, il cui deciso cambio di passo (al netto del k.o con il Taranto) ha impresso una svolta ad un campionato che fin lì aveva visto un continuo alternarsi al vertice che, oltre ai rossoneri, aveva coinvolto Juve Stabia, Lecce e Matera. In questo senso, la capacità di Deli di essere decisivo sin da subito, somiglia alla personalità mostrata da Gagliardini nell’impatto con l’ambiente nerazzurro, da sempre carico di pressione. Lo Zaccheria come San Siro, a modo loro due mostri sacri capaci di incutere di timore, ma anche battezzare la nascita di due giocatori di assoluto livello. Paragoni e similitudini tuttavia finiscono qui, perché mentre il giovane centrocampista nerazzurro è ancora alla ricerca della sua prima rete da professionista, Deli ha già toccato quota 5 reti, certamente facilitato dal suo passato da trequartista classico alle spalle delle punte. Arretrare il proprio raggio d’azione lo ha reso più versatile e utile all’idea di calcio portata avanti dall’ex tecnico della Primavera del Milan, che lo utilizza come mezzala nel suo 4-3-3.

L’esultanza di Francesco Deli dopo la sua prima rete con la maglia del Foggia nel match con il Messina. Fonte – www.foggiacalcio1920.it

Deli-zioso

Considerato dagli addetti ai lavori un vero e proprio lusso per la categoria, Deli si è meritato il salto di qualità in un percorso che è soltanto all’inizio e che non potrà prescindere dal suo approdo nella massima serie. Non è azzardato considerarlo come uno tra migliori giocatori dell’intera Lega Pro, nella testa prima che nel fisico, nella voglia di arrivare crescendo per gradi, piuttosto che regalare sprazzi isolati di quel talento oggettivamente riconosciutogli da più parti. Visione di gioco e inserimenti, pane quotidiano per il calcio moderno, qualcosa che non capita spesso di vedere sui campi della terza serie nazionale. Dare del tu al pallone in ogni zona del rettangolo verde, senza dimenticare le origini, l’innata vocazione di puntare la porta avversaria e realizzare gol pesanti, quasi sempre deliziosi per il palato fine degli esteti del pallone.