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Salah - FONTE: The Anfield Wrap

C’erano pochi dubbi sul fatto che Mohamed Salah avrebbe potuto vincere il premio di giocatore del mese in Premier League. L’ufficialità è arrivata questa mattina dalla Federcalcio inglese che ha eletto il calciatore egiziano il più brillante professionista del mese di novembre. In effetti le prestazioni del Liverpool non sono passate inosservate a nessuno ed è impossibile non aver sentito parlare di come Salah abbia preso le redini della squadra, nonostante le complicazioni di percorso dovute a delle carenze nell’organico. Salah ha meritatamente vinto un premio che in Inghilterra al contrario di altri campionati ha molto valore, e soprattutto, conferisce anche un maggior contributo economico al dipendente del club, giocatore o allenatore che sia; a proposito di allenatori, Guardiola ha vinto per la terza edizione consecutiva il premio come manager del mese (settembre, ottobre, novembre).

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FONTE: Tribuna.com

Tutti i numeri di Salah

La storia inglese di Salah ha un inizio che non corrisponde con la sua attuale avventura principesca di Liverpool. L’egiziano aveva già sperimentato il freddo britannico in sei mesi di Chelsea da febbraio a giugno 2014, un periodo ottenuto grazie all’illuminante auto-pubblicità che il giocatore si era fatto in Champions League con il Basilea.

Prendendo in analisi la sola Premier League, Salah ha giocato 17 incontri per un totale di 1283′ minuti di gioco: i gol in campionato sono ben 13 con una media di un gol ogni 98 minuti. Paragonando la storia attuale di Salah con il suo recente passato romanista, si può notare come nella Capitale l’egiziano abbia giocato 15 partite segnando solo otto gol (saltando, va detto, due gare per infortunio). Allo stato attuale delle cose la matematica sta condannando la scelta di Monchi di accettare le pretese di cessione dell’egiziano per 50 milioni di euro. Se poi si pensa che il giocatore figurativamente chiamato a sostituire Salah è Patrick Schick, fermo in campionato a soli 134 minuti, allora la fallacia dell’errore della dirigenza dei giallorossi è ancora più evidente, almeno per ora. In ogni caso, Salah e il Liverpool sono un binomio che funziona anche in Champions League. In otto partite (qualificazione e girone) Salah ha segnato sei gol con la maglia dei Reds.

La media gol di Salah in Champions (1,16) è addirittura più alta di quella in campionato, e anche se si può appuntare che il gruppo F, quello del Liverpool, non sia stato di certo il più competitivo dell’intera Champions (con i Reds c’erano Maribor, Siviglia e Spartak Mosca) non vi preoccupate: a Salah piace segnare anche alle grandi squadre. Nelle partite di Premier League, la squadra di Klopp ha totalizzato cinque punti negli scontri diretti contro le “big six” del campionato inglese, che di fatto, nel 2017, corrispondono anche alle prime sei squadre della classifica. Nel mediocre bottino ottenuto da Klopp costituito da una vittoria (Arsenal), due sconfitte (Tottenham e Manchester City) e due pareggi (Chelsea e Manchester United), Salah ha comunque segnato tre dei sei gol totali rifilati alle difese di queste sei grandi squadre. Praticamente l’esatta metà. In generale le statistiche personali di Salah recitano un copione di una singolare eccezionalità, non solo, come già visto, in termini di gol ma anche per quello che è l’aspetto tecnico. Infatti, considerando sia le partite di Premier League che di Champions, l’ex Fiorentina ha una media di 4 tiri a partita di cui almeno uno sempre da fuori area. Non troppo incantevole di testa (vince più o meno un duello a partita) Salah è micidiale nei dribbling con ben 4 “uno contro uno” tentati a partita di cui 2,5 vinti e 1,5 fallito. Eccezionale nei passaggi chiave (finora solo in totale sono stati 41) gli assist dell’ex Roma per Firmino e soci sono ben 6, e va ripetuto, in soli 23 incontri.

Salah, il fattore Klopp

Tutti in Premier League hanno paura di Mohamed Salah. L’esterno destro del Liverpool non solo ha numericamente dimostrato di saper segnare con una facilità spaventosa ma dispone anche di un’incredibile capacità tecnica. Imprendibile per velocità sulla fascia (nella stagione 2016/2017 è risultato essere il giocatore più veloce di tutta la Serie A) l’egiziano ha una bravura sorprendente a smarcarsi nello stretto e capire come sbrogliare la situazione. Come succedeva spesso in Italia, anche in Premier il giocatore del Liverpool viene spesso circondato da due o tre avversari, onde limitare la partenza palla al piede tanto nel lungo quanto in un raggio limitato; empiricamente, Salah per rimediare a questa limitazione da parte dell’avversario è diventato bravissimo a seguire con la coda dell’occhio i movimenti dei compagni e a servirli con deliziosi incanti tecnici. La sopraffina leggiadria di alcuni suoi tocchi contribuiscono a definire il lavoro in campo di Salah veramente ai livelli di un super top player, perchè anche quando non segna, in ogni caso, l’egiziano aiuta a fare gol. Con Klopp Salah è il corrispettivo focolaio tecnico a destra di quello che è Coutinho a sinistra, e l’impostazione di gioco del tedesco ha certamente un suo merito nell’esplosione inaspettata inglese di Salah. Con ripartenze veloci e un palleggio rapido e verticale l’egiziano ha di continuo molte occasioni per dedicarsi all’uno contro uno in campo aperto o inserirsi fra le linee avversarie, scambiando a tutta velocità il pallone con i compagni. Nel sistema del Liverpool Salah arriva meglio sotto rete e di conseguenza sbaglia meno gol, una pecca che nella scorsa stagione ne aveva giustamente limitato gli elogi. L’imprevedibilità della giocata dell’egiziano rende l’avversario fisicamente più possente impreparato e impacciato, soffrendo il cambio di passo che nel breve possiede l’ala del Liverpool. In termini quantitativi l’esplosione di Salah nel Merseyside è stata quanto mai una lieta sorpresa per i tifosi dei Reds, magari un po’ meno per i supporters della Curva Sud dello Stadio Olimpico, che oggi con l’egiziano avrebbero qualche punto in più in classifica. Salah si sta candidando seriamente a essere uno dei tre migliori giocatori della Premier League, senza considerare il fragoroso clamore che ha avuto all’estero l’exploit della sua stagione. Keep on moving, Momo !