SHARE
berardi sassuolo
(fonte foto: account twitter Europa League)

La domenica pomeriggio del Sassuolo è stata tutt’altro che entusiasmante: la pesante sconfitta interna contro la Lazio ha di fatto risucchiato i neroverdi nuovamente nel pantano della zona retrocessione, nonostante inizialmente gli sforzi del nuovo tecnico Iachini sembrassero aver aperto uno spiraglio verso un campionato più tranquillo. Nella gara che ha sottolineato ancora una volta lo straordinario talento di Sergej Milinkovic-Savic, dall’altra parte del campo Domenico Berardi ha invece vissuto l’ennesima domenica da incubo di un campionato drammatico. L’attaccante è stato infatti espulso con rosso diretto – peraltro con un’ammonizione già sul groppone – finendo per compromettere definitivamente le possibilità di rimonta dei suoi. La stagione di Berardi è molto simile a quella di un finto dipinto che, in maniera scabrosa e infingarda, cambia progressivamente il suo volto fino a divenire uno scherzo horror. Quella contro la Lazio è stata la quarta espulsione in carriera nel massimo campionato italiano per lui: mai nessun attaccante dell’odierna Serie A aveva collezionato così tanti cartellini rossi. Ed è proprio attraverso le sue espulsioni che si può tracciare un bilancio realistico della carriera di Berardi, ormai sempre più una promessa difficile da mantenere che una reale certezza del nostro calcio.

Berardi e i cartellini rossi che raccontano la sua carriera

Nel 2013/2014 il Sassuolo gioca la sua prima, storica stagione in Serie A. Dopo l’iniziale esonero e la chiamata di Malesani, Di Francesco torna al suo posto per portare la squadra – inizialmente spacciata – a una storica salvezza, la quale porrà poi le basi per altri campionati decisamente validi. Preso dal Sassuolo giovanissimo dopo essere stato notato durante una partita di calcio a 5, Berardi sarebbe in realtà di proprietà della Juventus. Che però lo lascia ai neroverdi in compartecipazione, per consentirgli di crescere e fare esperienza in Serie A. La stagione personale del calciatore sarà estremamente positiva: 29 presenze in campionato e 16 gol. Domenico Berardi inizia a proporsi immediatamente come nuovo potenziale fenomeno del calcio italiano, soprattutto dopo la partita della presunta consacrazione contro il Milan, nella quale l’esterno riuscì a realizzare quattro gol. Ancora oggi, inoltre, questa stagione è la migliore della carriera di Berardi, soprattutto in termini realizzativi. Insieme a Zaza (anch’egli di proprietà della Juventus), Berardi appare a molti come l’enfant prodige della futura Nazionale, nonché calciatore assolutamente valido dal punto di vista tecnico e agonistico. Come quasi tutti i personaggi dotati di talento, anche Berardi racchiude però in sé un pizzico di sregolatezza. Aveva già saltato l’inizio del campionato per squalifica a causa di un’espulsione rimediata contro il Livorno nell’ultima giornata cadetta: dopo un contatto di gioco, Berardi, in maniera focosa e aggressiva, aveva iniziato una mini rissa con Ceccherini e Fiorillo, finendo poi per essere espulso insieme al portiere amaranto. Le prime avvisaglie di un carattere fragile prendono corpo anche durante la partita contro il Parma, persa 0-1 al Mapei Stadium: Berardi, entrato da appena un minuto in campo, si fa cacciare fuori per un fallo di reazione su Molinaro. Il terzino, attualmente al Torino, entra in ritardo sull’attaccante, mentre quest’ultimo scarica palla all’indietro. Niente di particolarmente grave, un pestone forse doloroso che però un altro giocatore avrebbe potuto lasciar perdere. In maniera incredibilmente ingenua, invece, Berardi rifila una gomitata plateale al volto dell’avversario, finendo per essere inevitabilmente espulso da Tagliavento. Il calciatore salterà ben 3 partite di fila, tornando però in tempo per aiutare il Sassuolo a salvarsi.

Espulsione contro l’Inter, stagione 2014/2015

Il Sassuolo, dopo aver compiuto il miracolo salvezza nell’annata precedente, inizia la stagione successiva con un piglio mentale diverso ma incontra comunque qualche difficoltà, soprattutto all’inizio. Dopo il pari alla prima giornata contro il Cagliari, arriva il secondo 7-0 in 2 anni contro l’Inter, stavolta a San Siro. Proprio in questa occasione Berardi trova la sua seconda espulsione in Serie A in appena 2 anni. Si tratta di nuovo di un’espulsione diretta, che farà saltare al ragazzo altre 3 gare consecutive. Berardi stende Juan Jesus con una gomitata al volto. Ancora una volta emerge una preoccupante mancanza di tranquillità mentale del ragazzo. Nonostante questo brutto gesto Berardi sembra mantenere ancora per una stagione lo status di grande promessa del calcio italiano, portando il suo rendimento ad essere costante a livello sportivo e proponendosi come leader offensivo nella Nazionale italiana Under 21. La stagione 2015/2016 rappresenta un viatico importante per la carriera di Berardi. Il Sassuolo lo acquista definitivamente dalla Juventus per 10 milioni di euro, con il club bianconero che però si riserva di inserire negli accordi una clausola di recompra del giocatore. Però Berardi vede il suo rendimento calare notevolmente nonostante quello del Sassuolo aumenti in maniera considerevole. La squadra di Eusebio Di Francesco a fine stagione conquisterà una clamorosa qualificazione in Europa League. La terza espulsione arriva durante una gara contro il Genoa. Berardi protegge palla nella sua metà campo e subisce fallo da Ansaldi, l’esterno dei neroverdi reagisce e scalcia con i tacchetti l’avversario. Questo episodio fa emergere i primi importanti dubbi caratteriali sul giocatore, poiché due indizi (in questo caso tre) di solito fanno una prova: Berardi è sì un buon giocatore ma, oltre a prendersi pesanti pause sul campo, sembra essere davvero poco in grado di gestire il suo comportamento nell’arco dei 90 minuti di gioco. Tutto ciò, unito a qualche problema fisico saltuario, impedisce al ragazzo di diventare un concreto candidato a un posto nell’attacco della Nazionale maggiore.

Espulsione contro la Lazio, stagione 2017/2018

Dopo una stagione di pausa, Berardi torna a farsi espellere nella partita di ieri contro la Lazio. Procediamo però con ordine: l’annata 2016/2017 vede Berardi giocare molto meno – a causa di un importante infortunio subito a inizio stagione – e i suoi numeri diventano quindi sempre più in discesa. Il ragazzo infatti giocherà 21 volte in campionato, siglando solo 5 gol, andando dunque per la seconda stagione di fila sotto la doppia cifra di realizzazioni. La sua promessa va ad assopirsi man mano e anche in questa stagione il rendimento di Berardi è negativo: l’ala ha per ora collezionato 20 presenze in Serie A, con 2 sole reti segnate. A conti fatti, almeno per adesso questa è la peggior stagione di Berardi da calciatore professionista. La ciliegina sulla torta per l’autodistruzione di questa presunta ennesima grande promessa del calcio italiano è l’espulsione contro la Lazio di ieri, che presumibilmente gli costerà un’altra lunga squalifica. Berardi entra con il piede a martello e colpisce Radu senza esitazione durante il rinvio del pallone da parte del difensore rumeno. La sua partita, specchio di una stagione pessima, si conclude così dopo 54 minuti.

Irrecuperabile

Allo stato attuale delle cose Domenico Berardi sembra essersi avviato verso un tunnel già vissuto da calciatori anche più forti di lui, come Cassano e Balotelli. I suoi problemi caratteriali stanno pregiudicando pesantemente la carriera. A 23 anni il tempo per rimediare – almeno parzialmente – c’è tutto ma la sensazione è quella di trovarsi di fronte a un calciatore che non potrà mai diventare un fenomeno, a causa della sua poca correttezza nei confronti degli avversari e di una discontinuità che nel corso degli anni si è fatta più evidente e palese. Solo il futuro potrà sentenziare davvero sull’irrecuperabilità o meno di Berardi. Però, almeno per ora, sembra aver percorso una strada che non lo porterà tanto lontano.