Arnoldo Mondadori moglie e figli nella realtà

Luca Incoronato
21/12/2022

Arnoldo Mondadori moglie e figli nella realtà

La famiglia di Arnoldo Mondadori: moglie e figli e il destino del gruppo Mondadori da lui fondato

La moglie di Arnoldo Mondadori è Andreina Monicelli, zia del noto regista Mario. L’uomo a cui è stata dedicata una fiction Rai interpretata da Michele Placido è stato uno dei più importanti e influenti editori della storia d’Italia e a giocare un ruolo determinante è stato il ruolo di sua moglie e madre dei suoi figli. Nato a Poggio Rusco, in provincia di Mantoca, nell’ormai ben lontano 1889, è deceduto a Milano l’8 giugno 1971, all’età di 82 anni. Nel corso della sua incredibile carriera ha fondato l’omonima casa editrice, Mondadori, ancora oggi tra le regine del settore. Un’impresa decisamente notevole, considerando le sue umili origini. Nessuana strada gli è stata spianata e ciò che ha ottenuto lo ha conquistato duramente, dando il via a un impero. La sua principale caratteristica, sotto l’aspetto umano, era l’eloquenza. Un abile parlatore, in grado di ammaliare chiunque. Questo gli portò l’ottenimento di un soprannome decisamente particolare, Incantabiss, che in dialetto mantovano vuol dire incantatore di serpenti.

All’età di 24 anni ha sposato la sua unica moglie, Andreina Monicelli. L’incontro è avvenuto grazie al fratello della donna, Tomaso Monicelli. Questi era un ben noto giornalista e il lavoro da editore di Arnoldo Mondadori portò le loro strade a incrociarsi. Perdutamente innamorato di sua sorella Andreina, forma con lei una coppia splendida, unita fino alla fine. Una scelta tanto saggia sotto l’aspetto privato, quanto geniale sul fronte lavorativo. La donna si dimostra, infatti, la compagna ideale per Arnoldo Mondadori, supportando ogni sua iniziativa, affiancandolo inoltre nei momenti più delicati e di sconforto. Il cognome Monicelli dovrebbe di certo dirvi qualcosa. Questo matrimonio segna infatti la fusione di due famiglie, seppur attraverso un singolo ramo. Tomaso Monicelli ha infatti avuto svariati figli, tra i quali gli scrittori Franco, Furio e Giorgio. All’elenco degli artisti si aggiunge poi il più importante, Mario Monicelli. Canidato sei volte al premio Oscar e vincitore di numerosi premi, come il Leone d’oro alla carriera. Un vero tesoro italiano, la cui fama è intramontabile. La moglie di Arnoldo Mondadori è morta in circostanze non note.

Arnoldo Mondadori figli

Il matrimonio tra Arnoldo Mondadori e sua moglie Andreina Monicelli fu molto felice. Dalla loro unione sono infatti venuti alla luce ben quattro figli, due maschi e due femmine. Considerando il periodo storico del quale stiamo parlando, è bene sottolineare come nessuno di loro sia oggi ancora in vita. Alberto è nato nel 1914 e deceduto nel 1976. Giorgio è invece venuto al mondo nel 1917, morendo poi nel 2009. Ben più giovane invece Laura (detta Mimma) al momento del decesso. Nata nel 1924, aveva infatti appena 67 anni nel 1991. L’ultima nata, Cristina, è venuta al mondo nel 1934. Tutti la chiamavano Pucci ed è scomparsa nel 2015.

Dal matrimonio di Arnoldo e Andreina sono nati quattro figli: Alberto (1914-1976), Giorgio (1917-2009), Laura, detta Mimma (1924-1991) e Cristina, detta Pucci (1934-2015). Laura è la madre di Leonardo Mondadori Forneron, nato dal matrimonio con Giorgio Forneron. Interessante raccontare come si sia giunti da questo gruppo famigliare alla situazione attuale della celebre Mondadori. Una figura di spicco è quella di Leonardo Enrico Mondadori Fornenon, nato dal matrimonio di Laura Mondadori con Giorgio Fornenon. Si tratta del nipote di Arnoldo, dunque, entrato nel gruppo editoriale subito dopo la laurea. Dal 1972 al 1982 ne ha fatta di strada, divenendo vicepresidente e 9 anni dopo presidente. Un titolo rimastogli fino alla morte. A succedergli è stata poi Marina Berlusconi. Un ruolo che continua a essere il suo, con la società inserita nel gruppo Fininvest, con Antonio Porro come amministratore delegato e Alessandro Franzoai come direttore finanziario. Di tempo ne è passato dalla sua fondazione e oggi è anche quotata in Borsa. Un colosso che pare intramontabile, anche se un bel po’ di quel romanticismo d’allora e di quel legame famigliare è andato perduto.

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