Antonio Cassano figli: perché si chiamano Lionel e Christopher

Luca Incoronato
19/02/2022

Antonio Cassano figli: perché si chiamano Lionel e Christopher

Antonio Cassano ha una splendida famiglia. Oggi è molto più sereno di quanto possano ricordare i suoi fan ai tempi in cui giocava. La pace gli è stata donata dal matrimonio con Carolina Marcialis nel 2010.

La splendida coppia ha avuto due figli, Christopher e Lionel. Ecco cosa sappiamo su di loro e quali sono le ragioni che hanno spinto i due genitori a chiamarli proprio così.

Antonio Cassano, figli

Prosegue a gonfie vele il matrimonio tra Antonio Cassano e Carolina Marcialis. La coppia, dopo un breve fidanzamento, si è sposata nel 2010. Lei giovanissima e con quasi 10 anni in meno del calciatore. Al cuore non si comanda e la coppia ha ampiamente dimostrato di provare amore vero. La pallanuotista ha dato alla luce due bambini. Nel 2011 è nato Christopher e nel 2013 è venuto al mono Lionel.

Si può dire come i loro non siano propriamente noti della tradizione italiana. C’è però una curiosità che si cela dietro una di queste scelte. Non sappiamo cosa abbia spinto Antonio e Carolina a optare per Christopher per il loro primogenito. Probabilmente era soltanto un nome che trovava entrambi concordi. Differente il discorso per il secondogenito. Lionel porta questo nome in omaggio a Messi. Una storia che è stata chiarita dallo stesso Cassano.

In una casa in cui i genitori sono due sportivi molto affermati, è quasi impossibile non percepire la stessa pulsione. Christopher Cassano sta infatti provando a seguire le orme del padre, diventando un calciatore professionista. Ha già firmato il suo primo contratto, all’età i 9 anni. Nel 2020 è stata annunciata la sua firma con la Virtus Entella. Nel gruppo è uno dei tanti ma è impossibile non trovare spazio sui giornali con una notizia del genere quando si porta quel cognome.

Così lo descrive Manuel Montali, responsabile del settore giovanile dell’Entella. Ha spiegato come il ragazzo abbia lo stesso senso del gol del papà. Tatticamente parlando, però, è un migliore finalizzatore. Per lui la conclusione verso la porta è un’ossessione.

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