Sette anime storia vera: la spiegazione del protagonista nella realtà

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Sette anime è un film del 2008 con Will Smith, per la regia di Gabriele Muccino, ispirato a una storia vera e con un finale sorprendente: proviamo a capirlo.

Tim Thomas, un ex-ingegnere aerospaziale, ha una missione: prima di morire, vuole riuscire a salvare la vita a sette persone. Sette, come quelle da lui uccise in un incidente stradale, causato da una sua evitabile disattenzione al volante, e tra le quali c’era anche sua moglie Sarah.

Una storia incredibile e molto coinvolgente, quella alla base di Sette anime, il film del 2008 con protagonista Will Smith, diretto da Gabriele Muccino, dopo che la coppia aveva già collaborato in precedenza ne La ricerca della felicità. Non tutti sanno, però, che questa pellicola è tratta da una storia realmente accaduta.

Sette anime la storia vera che ha ispirato il film

La sceneggiatura di Sette anime è un’opera originale di Grant Nieporte, e si ispira molto liberamente a fatti realmente accaduti. Se, infatti, la storia del protagonista e della sua missione è totalmente inventata, lo spunto di partenza si rifà alla storia dei sensi di colpa di un ingegnere aerospaziale della NASA per la morte di sette astronauti, avvenuta nel 2003 (si tratta del celebre disastro dello Space Shuttle Columbia).

Il titolo del film, invece, è ripreso dalla tragedia Il mercante di Venezia di William Shakespeare, in riferimento alla libbra di carne che uno dei personaggi, Shylock, esige come pagamento dal mercante di Venezia. Il legame tra le due opere è più facile da comprendere in inglese: la libbra si dice pound, e il titolo originale del film di Muccino è Seven Pounds.

Sette anime la spiegazione del finale

Il film può risultare un po’ di difficile comprensione per lo spettatore, dato che per gran parte della sua durata assistiamo alle azioni del protagonista come se fossero eventi scollegati e quasi inspiegabili. Solo nel finale il personaggio interpretato da Will Smith ci offre la motivazione di quello che fa.

Come detto all’inizio di questo articolo, Tim è stato responsabile, tempo prima, di un incidente d’auto in cui hanno perso la vita sette persone, tra cui sua moglie, e da allora ha deciso di dedicare la sua esistenza a salvare la vita ad altri sette. Il suo piano finale è quello di suicidarsi per compiere la sua opera, donando le cornee a Ezra e il cuore a Emily.

Ecco così che Sette anime si ricollega alla scena iniziale, in cui il protagonista chiama il 911, si immerge in una vasca ghiacciata (perché il suo corpo, una volta deceduto, si conservi bene) e si fa pungere dalla medusa velenosa che tiene con sé, dandosi la morte. Nel bigliettoche ha lasciato scritto, Tim spiega tutte le sue motivazioni.

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