Maria Falcone: chi è la sorella del magistrato Giovanni ucciso dalla mafia

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Conosciamo meglio Maria Falcone, la sorella di Giovanni Falcone, il magistrato ucciso dalla mafia a Palermo nel 1992.

Giovanni Falcone è stato uno dei grandi protagonisti della lotta alla mafia, un magistrato che ha letteralmente dato la vita per la giustizia. Nato il 18 maggio 1939, Falcone è stato ucciso dalla malavita siciliana in un triste attentato il 23 maggio 1992. A trent’anni di distanza dalla sua scomparsa, il magistrato viene ricordato nella puntata di venerdì 20 maggio di Oggi è un altro giorno, con la sorella Maria presente nel salotto di Serena Bortone. Conosciamo dunque meglio Maria Falcone.

Chi è Maria Falcone

Maria è la sorella maggiore di Giovanni Falcone, nata a Palermo nell’aprile 1936. Anche lei si è spesa molto nella lotta alla mafia, dalla morte del fratello si è impegnata in numerosissimi progetti incentrati sulla legalità e portati avanti nelle scuole e nelle università di tutta Italia. Maria è una docente e un’attivista ed è sempre in prima fila nel ricordare la figura del fratello e la lotta per cui ha dato la vita.

La sua attività le ha garantito anche diversi riconoscimenti, come la croce di Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, ottenuta da Giorgio Napoletano, allora capo di stato, nel 2014. Il suo impegno civile le ha garantito anche diversi riconoscimenti all’estero e l’ha portata a essere membro onorario dell’Unicef.

Dove è stato ucciso Giovanni Falcone

Ogni anno, in occasione della ricorrenza della morte del fratello, Maria organizza una manifestazione con migliaia di studenti che arrivano a Palermo con la “nave della legalità” e si ritrovano nell’aula bunker del carciere Ucciardone di Palermo, dove è andato in scena il famoso maxiprocesso di Palermo, per parlare di mafia con magistrati e rappresentanti dello Stato.

Come detto, Giovanni Falcone è stato ucciso il 23 maggio, vittima di un terribile attentato orchestrato dalla mafia. Il magistrato di trovava sull’A29 (Palermo-Mazara del Vallo), all’altezza dello svincolo di Capaci, quando un tratto di strada venne fatto esplodere con una pesante esplosione, causando la morte del magistrato, della moglie Francesca e di tre membri della scorta.