Morto attore Soprano: chi era Tony Sirico

Luca Incoronato
09/07/2022

Morto attore Soprano: chi era Tony Sirico

Tony Sirico è morto all’età di 79 anni. Il celebre attore era riuscito a incarnare alla perfezione PaulieWalnuts” Gualtieri ne I Soprano.

Recitare nella celebre serie TV HBO, al fianco di James Gandolfini, voleva dire in buona parte essere se stesso sul set per Tony Sirico. Una parte che gli è valsa ben due Screen Actors Guild Awards. Il ruolo del gangster gli è ovviamente rimasto cucito addosso. Lo aveva già fatto, d’altronde, prima dell’esordio nello show, riuscendo ad esempio a entrare nel cast di Quei bravi ragazzi di Martin Scorsese.

Quando ha ottenuto la parte di Paulie “Walnuts” Gualtieri, che ha inevitabilmente definito la sua carriera, aveva 55 anni e viveva ancora a Brooklyn con sua madre. Non è stato affatto il suo primo ruolo da attore ma è quello che ha cambiato le regole del gioco per lui.

Chi era Tony Sirico

Tony Sirico è nato il 29 luglio 1942 a New York e, come annunciato dai suoi famigliari, è morto l’8 luglio 2022 a Fort Lauderdale. Un viso impossibile da dimenticare e ignorare, al centro di numerose scene epiche ne I Soprano. Guardando al mondo televisivo, lo show HBO rappresenta la sua unica parte continuativa, avendo recitato in ben 82 episodi. Ha poi preso parte a singole puntate di show come Miami Vice, Chuck, Lilyhammere I Griffin.

Fa il suo esordio al cinema nel 1987 con Ehi.. ci stai? E in seguito con Cookie. Nel ’90 è in Quei bravi ragazzi di Martin Scorsese, due anni dopo viene scelto per Amore all’ultimo morso di John Landis e poi in Pallottole su Broadway di Woody Allen. Da ricordare inoltre Cop Land, Harry a pezzi, Café Society e La ruota delle meraviglie.

Un vero e proprio newyorkese doc ma le origini, sottolineate dal cognome, sono del tutto campane. Tutti guardavano il suo viso e pensavano a quello stereotipi di italo-americano a tratti colluso con il mondo criminale. Si può dire come non sia del tutto una falsità. Nella sua vita è stato arrestato ben 28 volte, ritrovandosi due volte a scontare una pena in prigione. In una fase ha anche lavorato per il boss della mafia Carmine Persico, legato al clan della famiglia Colombo, in controllo su New York.

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