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C’è qualcosa di vero in Con Air? C’è altro da sapere sul celebre film d’azione del 1997 con protagonista Nicolas Cage?

Diretto da Simon West, Con Air è un vero cult nel suo genere. Un action dalle venature drammatiche con al centro il personaggio di Cameron Poe, interpreatto da Nicolas Cage. Al suo fianco numerose stelle, come John Malkovich (Cyrus), Steve Buscemi (Garland Greene), John Cusack (Larkin), Colm Meaney (Malloy) e Ving Rhames (Nathan Jones). Con Air è una storia vera? C’è qualcosa di reale raccontato in questo film?

Con Air trama

Cameron Pe è un ranger dell’armata americana. Si ritrova in carcere dopo una colluttazione in un parcheggio, minacciato da alcuni ubriachi che stavano molestando lui e sua moglie, al tempo incinta. Dopo aver colpito uno dei tre con un coltello, questi è morto e la situazione è precipitata di colpo. Cameron è stato arrestato e condannato e non ha mai conosciuto sua figlia. Otto anni da scontare, nel corso dei quali non ha mai consentito alla moglie di portare la bambina a vederlo. Non doveva conoscerlo in quelle circostanze.

Ottenuta finalmente la libertà vigilata, viene imbarcato in un volo per il trasporto dei detenuti. A bordo vi è anche il genio criminale Cyrus Grissom, che mette in atto un dirottamento. A terra l’agente Larkin prova a evitare che si prenda subito l’estrema misura di far esplodere l’aereo. Lavorerà a distanza con Cameron per evitare il peggio e far arrestare i criminali in fuga.

Con Air storia vera

Iniziamo col dire che Con Air è il frutto di una sceneggiatura totalmente inventata. Una vicenda del genere non è mai avvenuta. Proviamo però a capire quanto ci sia di vero nel film con Nicolas Cage. È davvero così che avviene il trasporto dei detenuti negli USA? Il pericolo che un dirottamento avvenga è reale?

Il film si chiama così perché negli anni ’90 era usato come nickname per indicare il sistema di trasporto dei detenuti via aereo. Ufficialmente, invece, il nome scelto è Justice Prisoner and Alien Transportation System, o JPATS. È attivo dal 1995, quindi due anni prima dell’uscita del film, per l’U.S. Marshals Service. Il concetto di base è quello mostrato nella pellicola, ovvero trasportare detenuti su aerei di servizio attraverso gli Stati Uniti d’America. Ai prigionieri si aggiungono a volte immigrati illegali.

Stando a un report del 1997 del Sun Sentinel, le mani e le caviglie dei detenuti sono ammanettate, a volte con doppia o tripla serratura. Per i prigionieri più pericolosi sono previsti dei sistemi che coprono del tutto le mani, impedendo così qualsiasi movimento. In alcuni casi si usano anche delle maschere, per evitare morsi o sputi. In questo non mancano similitudini con il film.

Durante l’imbarco i detenuti vengono ispezionati in maniera approfondita, così da ricercare armi di vario genere o elementi di contrabbando, come nella pellicola. Una grande differenza è data dal fatto che JPATS non separa i detenuti per sesso.

Il libro Jail Time spiega come i viaggi siano estremamente brevi. Si può volare solo durante il giorno, a velocità ridotta e con costanti interruzioni. L’aereo si ferma e tutti i detenuti vengono spostati in strutture apposite, ricontrollati di volta in volta. Per fare 200-300 miglia, ovvero 320-480 km, possono occorrere anche 10 giorni. Un processo che può andare avanti per mesi. I detenuti non vengono avvisati e a loro volta non possono allertare i propri parenti.

Giancarlo Spinazzola

Giornalista professionista classe '87, diverse le esperienze maturate soprattutto in ambito sportivo. Inviato per il calciomercato e le Universiadi ma anche per eventi di politica interna ed esteri, dal vertice bilaterale Italia-Francia alle elezioni. Ex direttore di Road2Sport e F1world, sono redattore per varie testate web e collaboro nella redazione sportiva della tv regionale campana Canale 21