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The 33 è un film drammatico che racconta la storia vera dei 33 minatori cileni rimasti intrappolati per oltre due mesi.

La sorte di un gruppo di minatori di San José, in Cile, sembrava segnato. Erano nel deserto di Atacama e il crollo di un enorme masso aveva distrutto il passaggio verso la superficie. Una missione disperata, incastrati a circa 600 metri di profondità. Cosa ciò che è accaduto nel cuore della terra è stato devastante e Patricia Riggen lo ha raccontato in questo film del 2015, che vede Antonio Banderas, Juliette Binoche e Gabriel Byrne nel cast.

The 33 storia vera

Era il 2010 e tutto il mondo aveva rivolto il proprio sguardo verso il Cile. Nello specifico si parlava del deserto di Atacama, a San José. Ben 33 uomini erano stati sepolti vivi in seguito al crollo di una miniera d’oro e rame, antica di 100 anni. Il passaggio era totalmente bloccato e da soli non avevano alcuna speranza di tornare in superficie. I soccorsi hanno provato di tutto per salvarli, mentre loro si sono ritrovati a gestire un totale isolamento dal mondo, temperature di 40 gradi e lo stress psicologico d’essere a un passo dalla morte. Tutto questo per ben 69 giorni. Un vero e proprio incubo.

Una corsa contro il tempo, considerando come i lavori avrebbero potuto innescare delle reazioni da parte della miniera, peggiorando la condizione degli uomini o, peggio ancora, provocarne la morte. Provviste e tempo erano beni in rapido esaurimento. L’incidente è avvenuto il 5 agosto e il 7 è stato interrotto il primo tentativo di salvataggio, dato un crollo secondario che ha bloccato il condotto di ventilazione, individuato come possibile accesso dei soccorritori.

Sono state effettuate numerose perforazioni, fino a raggiungere l’area in cui erano i minatori. Il giorno era il 22 agosto. In questo modo il mondo ha scoperto come fossero tutti vivi. Mangiavano tonno e due bicchieri di latte ogni due giorni. Si stima abbiano perso 8-9 kg ciascuno in appena 18 giorni. Sono stati mandati loro ossigeno, medicinali e integratori, così come cibo e oggetti vari. La NASA ha fornito alimenti per astronauti, così che fosse più facile garantirne la conservazione e il trasporto attraverso i piccoli tunnel scavati.


Si tentò un altro scavo con una spesa totale di 1.7 milioni di dollari. Un piano che avrebbe richiesto 4 mesi, poi interrotto dopo la frantumazione di una scavatrice su una roccia dura a 268 metri di profondità. Il 17 settembre una perforazione aveva raggiunto i minatori ma il foro doveva essere allargato fino ai 60 cm necessario per il passaggio dell’ascensore.

Occorre attendere il 12 ottobre 2010 per l’inserimento della capsula Fenix nel tunnel. Fatta scendere fino a 65 metri di profondità, per poi continuare la propria corsa per altri 460 metri, fino alla strettoia del pozzo creato. Un test durato 1 ora, con all’interno un soccorritore che discende e risale. I tecnici analizzano il tutto e danno il via libera. Dalle 00.10 (5.10 ora italiana) alle 21.55 del 13 ottobre vennero riportati in superficie tutti e 33 i minatori, seguiti poi da ben sei soccorritori. Nessun ferito o morto, dopo 69 giorni di terrore.

Giancarlo Spinazzola

Giornalista professionista classe '87, diverse le esperienze maturate soprattutto in ambito sportivo. Inviato per il calciomercato e le Universiadi ma anche per eventi di politica interna ed esteri, dal vertice bilaterale Italia-Francia alle elezioni. Ex direttore di Road2Sport e F1world, sono redattore per varie testate web e collaboro nella redazione sportiva della tv regionale campana Canale 21