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A Vigilante è un film drammatico del 2018. Una dura storia da digerire, scritta e diretta da Sarah Daggar-Nickson.

Come finisce A Vigilante? Scopriamo la storia di Sadie, che raffigura in questa pellicola tantissime donne costrette a subire violenze indicibili tra le mura di casa. Il luogo che dovrebbe essere più sicuro si tramuta nel teatro di un incubo a occhi aperti.

A Vigilante trama

Sadie è una giovane donna riuscita a fuggire dal violento marito, che a lungo ha abusato di lei. Ha però deciso di non trascorrere la propria vita nascondendosi. Ha reagito e continua a lottare per ogni donna lì fuori abbia bisogno di lei. Presta soccorso alle vittime di abusi e, dopo mesi di intenso allenamento, tra pugilato, arti marziali e tecniche di sopravvivenza, diventa l’ultima speranza per chi non sa come scappare da una vita infernale. Fronteggia così numerosi uomini, risolvendo la questione a modo suo. Non uccide i suoi bersagli ma ritiene di dover fare un’eccezione per suo marito. A distanza di molto tempo ha la certezza che soltanto dandogli la caccia e ricucendo questa ferita potrà tornare a vivere.

A Vigilante come finisce

Tornata in camera, Sadie nota qualcosa di strano sulla sua mappa. Un’impronta insanguinata. Prima di potersi rendere conto di cosa stia accadendo, qualcuno la colpisce alle spalle. Si risveglia legata con suo marito che la deride e le dà il benvenuto nella sua baita in mezzo al nulla. La lascia da sola, imprigionata, mentre lui va a caccia di cibo.

Sadie prova a pugnalarlo ma lui prende l’arma e le spezza il polso. La donna riesce a scappare ma dopo un lungo inseguimento avviene il faccia a faccia inevitabile. Lei gli dice di non aver avuto alcun ruolo nell’orrendo omicidio che lui ha perpetrato ai danni del loro bambino. Ha ucciso il figlio perché non sopportava l’idea che vedesse il mostro che è in realtà. Lui accetta che lei lo pugnali, passivamente, e il suo corpo viene gettato su una strada vicina.

Lei va via e in seguito si confronta con il suo avvocato. Le dice che la polizia ha trovato il cadavere ma non sembra intenzionata a scavare a fondo, data la mancanza di prove e i suoi precedenti penali. Nessun ostacolo sul fronte dell’assicurazione sulla vita. Lei ha ora le ferite ricucite, anche se i traumi fanno ancora male, e può sfruttare quel denaro per aiutare altre donne.

Giancarlo Spinazzola

Giornalista professionista classe '87, diverse le esperienze maturate soprattutto in ambito sportivo. Inviato per il calciomercato e le Universiadi ma anche per eventi di politica interna ed esteri, dal vertice bilaterale Italia-Francia alle elezioni. Ex direttore di Road2Sport e F1world, sono redattore per varie testate web e collaboro nella redazione sportiva della tv regionale campana Canale 21