La Spia – A Most Wanted Man spiegazione finale

Luca Incoronato
02/08/2022

La Spia – A Most Wanted Man spiegazione finale

La spia – A Most Wanted Man è un thriller del 2014 con protagonista Philip Seymour Hoffman.

La pellicola è l’adattamento per il grande schermo del famoso romanzo omonimo di John le Carré. Un intreccio complesso, come sempre nei romanzi di genere dell’autore, che lascia lo spettatore un po’ confuso fino alla conclusione. Ecco, dunque, la spiegazione del finale di La Spia – A Most Wanted Man.

La Spia – A Most Wanted Man trama

In seguito all’attentato dell’11 settembre, che ha messo in allerta l’intero Occidente, Isaa Karpov, giovane musulmano di origine russo-cecena, approda da clandestino nel porto di Amburgo. Porta su di sé i segni delle torture subite in Russia ed è intenzionato a recuperare il denaro sporco accumulato negli anni dal padre, spietato criminale di guerra.

Ad aiutarlo vi è una giovane avvocatessa di un’associazione umanitaria, che lo mette in contatto con il direttore di una banca privata. Potrà così ritirare i miliardi sporchi a lui destinati. Il suo arrivo in città ha però attirato l’attenzione dei servizi segreti. Il caso viene affidato a Gunther Bechmann, agente anti terrorismo tedesco chiamato a scoprire se Isaa sia innocente o coinvolto in un caso più grande di lui come terrorista.

La Spia – A Most Wanted Man come finisce

Bachmann riesce a portare dalla sua parte sia l’avvocatessa Richter che il banchiere Brue. Lei convince Karpov a donare i fondi all’organizzazione di Abdullah, nella speranza che questi ridiriga alcuni dei fondi a una compagnia di facciata per al-Qaeda. Questo è il piano di Bachmann per incastrare Abdullah e costringerlo a offrire informazioni su membri ben più potenti dell’organizzazione. Il tutto viene approvato dal Ministero dell’Interno e supportato da Sullivan. Bachmann intanto assicura asilo per l’innocente Karpov.

Nel corso del trasferimento di denaro verso la banca di Brue, Abdullah trasferisce parte del denaro alla compagnia. Bachmann, fingendosi un normale tassista, lo fa salire e spera di riuscire a convincerlo a diventare un informatore, spiegandogli d’avere dettagli chiave sulla sua operazione. Mentre si allontana, però, l’agente viene incastrato in un’imboscata operata dagli uomini di Mohr e Sullivan. Sia Karpov che Abdullah finiscono in manette, mentre Bachmann grida di rabbia, battuto.

La Spia – A Most Wanted Man spiegazione finale

Il finale di La Spia – A Most Wanted Man è complesso e tende a lasciare interdetti. Il pubblico vorrebbe che il film proseguisse per altri 20 minuti e spiegasse tutto e invece si conclude, com’è giusto che sia. Nel corso della pellicola il personaggio di Hoffman spiega come il suo gruppo operi un’area grigia dal punto di vista legale. Non vi è l’aperto sostegno del governo, il che li costringe a sfruttare informatori raccattati un po’ ovunque. Abdullah sotto quest’aspetto era un profilo perfetto.

Lui appartiene alla vecchia scuola e preferisce un buon piano, da agente navigato, invece che la forza bruta. Si scontra invece con il mondo moderno, che ammanetta e spedisce tutti a Guantanamo per essere torturati. Tutto poteva essere gestito diversamente, considerando come Abdullah era la punta dell’iceberg. Avrebbe potuto continuare ad avere una vita, in cambio dei pezzi grossi dell’organizzazione. Tutto sprecato e ciò non fa che distruggere l’animo del protagonista, desolato dinanzi a un Occidente ormai spaventato e sempre più frammentato.