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Il risolutore è un film d’azione e poliziesco con protagonista Vin Diesel, sul set dopo il successo di Fast and Furious e xXx.

L’inizio degli anni Duemila ha lanciato la carriera di Vin Diesel. Dopo quella perla di Pitch Black e il primo capitolo di Fast & Furious, al tempo ben lontano dall’essere il franchise dal successo globale che è oggi, l’attore è sul set di Gary Gray dopo xXx di Rob Cohen. Ecco la trama de Il risolutore e il finale spiegato.

Il risolutore trama

Sean Vetter e Demetrius Hicks sono due ex criminali di Los Angeles che hanno stretto un accordo con il governo degli Stati Uniti. Sono stati così inseriti nell’agenzia federale per la lotta al contrabbando e alla droga. La vita di strada li ha resi gli infiltrati ideali. Catturano Lucero, potente signore del cartello di Baja e possono tornare a casa. Un nuovo boss però prende il suo posto, El Diablo. I due provano a identificarlo e arrestarlo ma questi invia i suoi sicari a uccidere Vetter. Nello scontro viene colpita sua moglie, che muore tra le sue braccia. Ora la faccenda è personale.

Il risolutore come finisce

Pur di ottenere la sua vendetta, Sean si rivolge all’uomo che ha tormentato la sua vita negli ultimi anni, Lucero. Questi gli fornisce informazioni utili per poter trovare El Diablo, la cui identità è segreta. Hicks non si tira indietro e lo affianca in questa missione disperata. Scoprono che in realtà il nuovo boss del cartello della droga messicano è l’ex vice di Lucero, che intende impadronirsi del suo impero caduto.

In cambio delle informazioni ricevute, Sean ha consentito all’ex nemico giurato d’essere trasferito in una differente prigione. Nel corso dello spostamento, però, Lucero scappa e fa perdere le sue tracce negli Satti Uniti.

Riuscire a ritrovarlo è una missione quasi impossibile ma Sean riesce a organizzare un’operazione notevole. Lo vede sereno al tavolo di un bar. I due si scambiano uno sguardo raggelante e capiscono che è l’inizio della fine: “Ti ho inseguito per sette anni e hai sempre cambiato posto. Fino a quando non sei tornato a casa”. Lucero gli dice che se fosse rimasto al suo posto, lasciando in pace il suo cartello, sua moglie sarebbe ancora viva: “La tua arroganza l’ha uccisa, non io. Credi di poter venire nel mio territorio e uccidermi?”. Sean gli mostra così le manette: “Se ti avessi voluto morto, lo saresti”. Il film si conclude con il boss arrestato dai tanti agenti presenti sul posto, mescolati tra i civili.

A ordinare l’assassinio di Sean, con la conseguente morte di sua moglie, sembra proprio essere stato Lucero, che ha giocato con l’agente fin dall’inizio, sfruttandolo per uccidere un rivale e poi sparire nel nulla. Giustizia è fatta, ma a che prezzo?

Giancarlo Spinazzola

Giornalista professionista classe '87, diverse le esperienze maturate soprattutto in ambito sportivo. Inviato per il calciomercato e le Universiadi ma anche per eventi di politica interna ed esteri, dal vertice bilaterale Italia-Francia alle elezioni. Ex direttore di Road2Sport e F1world, sono redattore per varie testate web e collaboro nella redazione sportiva della tv regionale campana Canale 21