Sara Manfuso violenza: il racconto prima del Gf Vip

Luca Incoronato
07/10/2022

Sara Manfuso violenza: il racconto prima del Gf Vip

Sara Manfuso ha subito una violenza sessuale e il suo passato continua a tormentarla. Ecco il racconto del suo trauma, di cui si torna a parlare dopo il GF VIP.

La lite tra Sara Manfuso e Alfonso Signorini ha fatto discutere enormemente il pubblico del GF VIP sui social. La giornalista ha spiegato come sia rimasta duramente colpita dal comportamento di Giovanni Ciacci, ma soprattutto delusa dall’indifferenza della produzione e dello stesso conduttore.

L’ex concorrente le aveva per sbaglio toccato il sedere, per poi riderci sopra e proporle ironicamente di inscenare un caso di violenza sessuale. Lei ha riso a queste parole ma, come detto in studio, tutto ciò nascondeva un profondo dolore.

Questo è stato uno dei motivi per i quali è andata via, oltre al principale che la questione Marco Bellavia. Signorini non ha creduto alla sua versione dei fatti e alla fine l’ha cacciata dallo studio. Il web si sta dividendo, sottolineando da una parte come sia falsa e dall’altra la doppia morale del conduttore. Sorridere imbarazzata non vuol dire non soffrire. Questa la versione di chi crede alle parole della giornalista, il cui passato è traumatico.

Sara Manfuso violenza sessuale: il racconto

A novembre 2021, molto prima che venisse annunciata la sua partecipazione al GF VIP, Sara Manfuso aveva raccontato la violenza sessuale subita a Fanpage. La giornalista, Presidente dell’Associazione #IoCosì, è in prima linea nella lotta contro la violenza di genere e non solo.

“Il mio impegno nasce dalla mia storia. Quando avevo 17 anni sono stata vittima di violenza da parte di un uomo che non è mai stato consegnato alla giustizia. Rientravo da scuola e lui mi aspettava a casa. Il teatro della violenza è stato l’androne delle scale della mia palazzina. In pieno giorno, sentendo le mie grida, nessuno è accorso”.

Il suo carattere forte ha subito una profonda crepa, ha spiegato. Ha inizialmente provato a rimuovere quel ricordo, ma poi lo ha trasformato in determinazione. Avrebbe dovuto seguire un percorso di terapia psicologica, lo ammette, ma nessuno glielo ha mai proposto e al tempo non capiva quanto sarebbe stato importante.

Ne è venuta fuori da sola ma porta ancora dentro di sé delle ferite mai rimarginate: “C’è sempre una parte di me che sfugge nei confronti del sesso maschile. Anche quando pare mi abbandoni, in realtà non è del tutto così, un po’ per amore di libertà, un po’ per il peso della paura”.

Ha una figlia, Lucrezia, che non conosce ancora il passato traumatico di sua madre. In futuro le parlerà a cuore aperto per indicarle la via da seguire, educandola a riconoscere le battaglie da combattere.