Tutto per mio figlio storia vera Raffaele nella realtà che fine ha fatto

Tutto per mio figlio storia vera Raffaele nella realtà che fine ha fatto

Tutto per mio figlio è la nuova fiction di Rai1 con Giuseppe Zeno protagonista tratto da una storia vera. Che fine ha fatto Raffaele nella realtà 

Tutto per mio figlio, film tv di genere fiction in onda su Rai 1 è tratto da una storia vera, quella di Raffaele nome di fantasia. Il cast, oltre al protagonista Giuseppe Zeno (già visto in Mina Settembre), vanta anche Tosca D’Aquino, Ernesto Mahieux, Antonia Truppo, Massimiliano Rossi e Nello Mascia. Probabilmente alcuni dei volti scelti non sono casualmente di origini napoletane, Tutto per mio figlio è infatti ambientato in Campania ed è liberamente ispirato a un reale fatto di cronaca accaduto nel casertano. La trama racconta la storia di Raffaele, un semplice e comune lavoratore nel ramo dell’allevamento, marito di Anna e padre di quattro figli, che mantiene facendo il meglio che può, ma quando i suoi datori di lavori, legati alla camorra, decidono di imporre a tutti i dipendenti turni massacranti e stipendi da fame, decide di ribellarsi. Dietro alla vicenda del film diretto da Umberto Marino c’è una storia vera. La vicenda originale che ha ispirato Tutto per mio figlio risale al periodo tra fine anni Novanta e inizio anni Duemila, e riguarda la vicenda di Federico Del Prete. Sindacalista del Sindacato Nazionale Ambulanti nelle zone del Casertano e del Napoletano, Del Prete decise di ribellarsi al racket delle estorsioni della criminalità organizzata nel giro dei mercati rionali.

Tutto per mio figlio Raffaele nella realtà

Nella realtà l’attività di denuncia di Del Prete fu particolarmente forte e ostinata, e portò nel 2001 all’arresto di Mattia Sorrentino, vigile urbano di Mondragone colluso con la camorra, facendo luce su un fenomeno di gran lunga sottovalutato. Proprio queste sue azioni attirarono su di lui l’ira della criminalità organizzata, che lo assassinò il 18 febbraio 2002 a Casal di Principe. L’omicidio è stato commesso dal camorrista Antonio Corvino, poi pentitosi e che ha confessato il crimine, venendo condannato nel 2009 a quattordici anni di prigione. Sempre nel 2009, a Federico Del Prete è stata assegnata la Medaglia d’oro al Merito civile. La sua vicenda, comunque, ha ispirato solo in parte Tutto per mio figlio, che infatti dichiara di aver preso spunto solamente in maniera libera dai fatti storici. “C’è sicuramente la sua storia – ha spiegato il protagonista Giuseppe Zeno a Famiglia Cristiana – ma il film è un omaggio a tutte le figure che come lui hanno trovato il coraggio di ribellarsi alla criminalità organizzata. Ed offre un messaggio di speranza, perché mostra che lo Stato è presente ed agisce con maggior forza se i cittadini collaborano con la giustizia”.