Io sono leggenda, come finisce e significato

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Tutto su Io sono leggenda, il film post-apocalittico con Will Smith tratto da un celebre romanzo. Ecco come finisce e qual è il suo significato.

Io sono leggenda è uno dei maggiori successi di pubblico di Will Smith: girato nel 2007 da Francis Lawrence e tratto da un celebre romanzo omonimo di Richard Matheson scritto nel 1954, ha incassato oltre 585 milioni di dollari a livello mondiale.

Smith interpreta il virologo militare Robert Neville, che nel 2012 è l’unico sopravvissuto a una devastante epidemia di un virus creato in laboratorio con lo scopo di combattere il cancro, ma che ha finito per trasformare la popolazione globale in mostri a metà strada tra zombie e vampiri. Nel suo laboratorio segreto, Neville studia un vaccino per fermare la malattia, fino a che non incrontra un’altra sopravvissuta, Anna (Alice Braga).

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Io sono leggenda: come finisce il film

Nel finale di Io sono leggenda, Robert Neville riesce finalmente a sintetizzare un vaccino, sperimentato con successo su una donna infetta da lui catturata: questa è l’occasione per salvare l’umanità dall’estinzione! Purtroppo, però, un gruppo d’infetti con cui da tempo il protagonista è in lotta assalta il suo laboratorio: il virologo consegna un campione della snague della donna curata ad Anna, permettendole di fuggire e portare via la cura, e poi si fa esplodere assieme agli assalitori, uccidendoli.

Sucessivamente, vediamo Anna raggiungere una colonia di sopravvissuti nel Vermont, che testimonia che la cura ideata da Neville ha funzionato, e l’umanità potrà tornare gradualmente alla viuta di un tempo. Il protagonista è morto, ma sono rimaste le registrazioni dei suoi esperimenti e le storie che racconta Anna, che faranno del dottore una leggenda nel mondo di domani.

Io sono leggenda, il significato del film

L’opera di Francis Lawrence ha un livello di lettura abbastanza semplice e immediato: è un film post-apocalittico sulla lotta per la sopravvivenza della razza umana e sulla speranza nel futuro. Tuttavia, il libro da cui è tratto presentava un significato molto diverso: nel finale, Neville scopriva che gli infetti erano in realtà molto intelligenti e stavano formando una nuova società, e che quindi sarebbe stati loro i degni eredi degli umani. Pertanto, nelle loro storie era lui a essere il mostro che li attaccava nel sonno per ucciderli, e non viceversa.

Questo ribaltamento di prospettiva era tipico dei romanzi di fantascienza degli anni Cinquanta, ma al cinema ha sempre avuto poca fortuna, dato che ribalta il ruolo del protagonista in quello del cattivo. Molto più simile all’opera originale è infatti il primo film tratto dal romanzo di Matheson, L’ultimo uomo della Terra, diretto da Ubaldo Ragona nel 1964 con Vincent Price protagonista. Io sono leggenda, invece, trae maggiore spunto dalla seconda trasposizione cinematografica, 1975: Occhi bianchi sul pianeta Terra, cult diretto da Boris Sagal nel 1971 con Charlton Heston nel ruolo di Neville.

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