Il diritto di contare: storia vera di Katherine Johnson e della missione Apollo 11

Luca Incoronato
06/04/2022

Il diritto di contare: storia vera di Katherine Johnson e della missione Apollo 11

Il diritto di contare è un film diretto da Theodore Melfi, uscito al cinema nel 2016 con il titolo originale di Hidden Figures. Una pellicola dal ricchissimo cast, con protagonista Taraji Penda Henson, affiancata da Octavia Spencer e Janelle Monée.

Sapevate che Il diritto di contare è ispirato a una storia vera? Di seguito raccontiamo la vicenda reale che ha portato al libro di Margot Lee Shetterly, incentrato sulla figura storica di Katherine Johnson, scienziata afroamericana che collaborò con la NASA e ricoprì un ruolo importante nella missione Apollo 11.

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Il diritto di contare: storia vera

Nata il 26 agosto 1918, Creola Katherine Johnson è stata una scienziata statunitense che contribuì allo sviluppo dell’aeronautica americana e dei programmi spaziali. Il suo lavoro alla NASA ebbe un’enorme rilevanza, tanto nel pratico, considerando la celebrata accuratezza del suo calcolo della navigazione spaziale, che sul fronte sociale, considerando la sua rilevanza nella lotta al razzismo. È stata impegnata in tale settore fin dal primo uso dei computer elettronici digitali dalla celebre agenzia governativa National Aeronautics and Space Administration.

Calcolava le finestre di lancio, i percorsi di ritorno d’emergenza degli astronauti e le traiettorie delle orbite. Impegnata nelle missioni di John Glenn, Alan Shepard e ai voli lunari del famosissimo programma Apollo. Un cambio netto nella sua carriera avvenuto nel 1953, quando decise di mettere da parte l’ipotesi di divenire insegnante per tentare di entrare nella NASA, che al tempo stava assumendo donne afroamericane.

I luoghi di lavoro non erano ambienti dove le donne venivano generalmente rispettate. La situazione era ben peggiore per le donne afroamericane, considerando il dilagante razzismo. Ricevere un riconoscimento per i propri meriti era quasi impossibile. Basti pensare che Katherine Johnson si ritrovò con altre a lavorare segregata, in qualità di “computer”. Un lavoro sporco svolto dietro le quinte, che consentì ai tanti uomini bianchi al comando di raggiungere la gloria.

Una storia che doveva essere raccontata, così come quella di altre donne afroamericane. Il nome di Dorothy Vaughan è di grande rilevanza, essendo stata la prima donna afroamericana a divenire capo del personale alla NASA. Capo della West Area Computers, alla guida di un gruppo di matematiche impegnate in calcoli complessi e cruciali per le missioni spaziali. Altro nome cruciale in questa vicenda e nella promozione delle donne in campo scientifico è quello di Mary Jackson. Matematica e prima ingegnere presso l’allora National Advisory Committee for Aeronautics.

Katherine Johnson: Apollo 11

Nel 1962 la NASA utilizzò per la prima volta i calcolatori elettronici per il volo orbitale di John Glenn nella missione Mercury. Fu Katherine Johnson a verificare il tutto, dal momento che l’astronauta rifiutò di volare a meno che fosse stata lei a dargli il via libera.

Calcolò la traiettoria per la missione sulla Luna dell’Apollo 11 nel 1969 e l’anno seguente prese parte alla missione Apollo 13. Il suo operato aiutò l’equipaggio a tornare sano e salvo sulla Terra dopo l’interruzione delle operazioni. Poco dopo lavorò al programma Space Shuttle, all’Earth Resources Satellite e ai piani per una missione su Marte.

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