Our Flag Means Death recensione: trama, cast e perché vedere la serie con Taika Waititi

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La prima cosa che viene alla mente provando a parlare di Our Flag Means Death è un consiglio: non dovete perdervela. La serie TV di HBO Max, creata da David Jenkins, è stata lanciata negli Stati Uniti il 3 marzo 2022 e ha subito iniziato a far parlare di sé. Pubblico e critica si sono innamorati del cast, della verve comica che serpeggia in tutti gli episodi e del cambio di registro narrativo che travolge, di colpo, da un episodio all’altro. Una serie sui pirati come non ne avete mai viste prima, arricchita da una lieve presenza di elementi storici e fortemente ancorata a un gran numero di personaggi volutamente (e costantemente) sopra le righe.

Rhys Darby e Taika Waititi sono i protagonisti di Our Flag Means Death, interpretando in maniera esilarante Stede Bonnet ed Edward Teach, che probabilmente conoscerete meglio come Barbanera. Da un lato il pirata più improbabile che abbia mai solcato i mari e dall’altra una vera e propria leggenda, simbolo della vita piratesca, citato costantemente da film, serie TV, libri e fumetti. Cosa potrebbero mai avere in comune? Molto più di quello che potreste pensare.

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Our Flag Means Death trama e cast

Our Flag Means Death prende il via ispirandosi in maniera più che libera alla vita di Stede Bonnet, aristocratico che nel Settecento decise di lasciarsi tutto alle spalle. Addio alla propria vita fatta di agi, così da diventare mettersi alla prova come pirata. Il tutto durante la cosiddetta Golden Age della pirateria.

Lo vediamo nei primi minuti della serie tentare di comportarsi da capitano, senza avere la minima idea di come gestire un vascello. La sua ciurma appare letale, ma solo in confronto a lui. Dimostrerà infatti tutte le sue folli ed esilaranti debolezze una volta posta a confronto con i temibili pirati di Barbanera, la marina inglese e quella spagnola.

Ciò che più conta a bordo non è l’avventura, quella viene subito dopo, quanto l’attenzione ai sentimenti. Condividere e ascoltare sono caratteristiche fondanti del capitano Stede Bonnet, che rischia di perdere la vita innumerevoli volte a bordo della sua Revenge. Apprende il mestiere giorno dopo giorno, senza rinunciare ad aggiungere alla minestra un pizzico di spezie non previste, le sue, che non appartengono a nessun altro in questa “linea di lavoro”. Ben presto si ritroverà sulla strada del temibile Barnabera, scoprendo come l’uno sia in qualche modo attratto dal mondo dell’altro.

Il cast è l’elemento di forza di Our Flag Means Death, dal momento che tutti i personaggi sono perfettamente proposti da attori in grado d’essere sopra le righe quanto basta per essere divertenti, senza però mai dare l’impressione di star semplicemente esagerando per ottenere una risata facile dal pubblico da casa. Tutti rispettano una delineazione caratteriale ben precisa, per quanto fuori dal mondo.

Rhys Darby è Stede Bonnet, come detto, mentre Taika Waititi è Edward “Ed” Teach, ovvero Barbanera. A bordo della Revenge vediamo Kristian Nairn (Wee John Feeney), Nathan Foad (Lucius Spriggs), Samson Kayo (Oluwande Boodhari), Vico Ortiz (Jim Jimenez), Ewen Bremner (Buttons), Joel Fry (Frenchie) e Matthew Maher (Black Pete). L’arrivo di Barbanera porta con sé alcuni dei suoi sottoposti, ovvero Con O’Neill (Izzy Hands), David Fane (Fang) e Guz Khan (Ivan).

Our Flag Means Death - Taika Waititi

Perché vedere Our Flag Means Death

Si commette sempre l’errore di annunciare nuovi e intriganti progetti come se dovessero essere fautori di una rivoluzione televisiva. Sono pochi, rari e preziosi i titoli che cambiano le regole del gioco e, onestamente, Our Flag Means Death non è tra questi. Ciò non vuol dire che non sia un ottimo prodotto, godevole, divertente (non esilarante ma non ha necessità o voglia di esserlo) e sorprendente.

Ha tanti pregi e non merita il peso sulle spalle di dover trascinare la televisione verso nuove vette. Sul web c’è chi ne è già innamorato perdutamente, al punto di invidiare chi non lo ha ancora visto, perché non sa cosa lo attende. Ecco, proviamo a spiegare cosa attende lo spettatore. Avete mai visto The Office? Un luogo di lavoro, un capo snervante, un po’ disadattato, che non rispetta le regole dell’ambiente in cui si trova, non totalmente comunque. Al suo fianco un gruppo di dipendenti ricchi di piccoli tratti distintivi che li rendono speciali, in maniera divertente. Puntata dopo puntata viene fornito qualche dettaglio sulle loro origini o, in alternativa, proposto un passo in avanti nelle loro storyline presentate a inizio stagione. La maggior parte dello spazio, però, viene riservata ai veri protagonisti, che tengono il cuore dello spettatore stretto tra le mani con una sottotrama romantica di cui il pubblico attende il compimento.

Esclusa l’originalità, dunque, perché dovreste guardare Our Flag Means Death? Perché si tratta di una serie ben studiata, all’interno di certi parametri, che sa esattamente cosa piace al pubblico e lo propone in maniera divertente. Ha inoltre il coraggio di puntare sul riso più che sulla risata di pancia. È dolce quando deve esserlo, seppur senza mai sorprendere realmente (un pubblico ben abituato a determinate dinamiche di sceneggiatura), e presenta un cast all’altezza della situazione che si muove attentamente tra gli schemi della serie TV e quelli della sit-com. Da non perdere e, in attesa della seconda stagione, si spera che nessuno osi modificare il canovaccio attuale. Abbiamo già visto (purtroppo) cos’è successo a Space Force con i nuovi episodi.

Our Flag Means Death trailer

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