La paranza dei bambini storia vera: chi è Nicola nella realtà

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Cosa c’è di vero ne La paranza dei bambini? A chi è ispirato Nicola nella realtà? Cosa sapere sul film del 2019 tratto dal libro di Roberto Saviano.

Scopriamo la storia vera de La paranza dei bambini. Per farlo dobbiamo raccontare Emanuele Sibillo. È questo il nome che viene in mente quando si parla della vicenda raccontata da Saviano, che trae ispirazione per proporre un’analisi generale.

La paranza dei bambini storia vera

La paranza dei bambini non è un’espressione coniata da Roberto Saviano, bensì dal magistrato che tra i primi si occupò del fenomeno criminale. Ribattezzò così il clan Sibillo. I suoi membri erano principalmente di giovanissima età e il capo, Emanuele Sibillo, è morto il 2 luglio 2015 a un passo dai 20 anni.

Trascorsi anni dalla sua morte, la memoria del giovane è ancora molto viva. Di lui si parla come di ES17 e la famiglia fa di tutto per rendere immortale il suo ricordo. Divenuta celebre una cappella a lui dedicata, con tanto di busto e un’urna con le sue ceneri in esposizione. Una sorta di santo laico, il cui altarino è stato rimosso dalle forze dell’ordine dopo le continue segnalazioni del consigliere regionale Emilio Borrelli.

Chi è Nicola Fiorillo nella realtà: a chi è ispirato

Il personaggio di Nicola, capo della paranza dei bambini dell’omonimo film tratto dal romanzo di Roberto Saviano, è ispirato a Emanuele Sibillo. Questi era il capo della banda di giovanissimi criminali nata come una delle tante articolazioni dell’Alleanza di Secondigliano.

La prima volta che Emanuele Sibillo è stato arrestato è avvenuto nel 2010, quando aveva solo 15 anni. La polizia fa irruzione in casa sua e lo spedisce in una comunità per minorenni, dove mostra le capacità per una totale riabilitazione. Evade però un anno dopo. Catturato e rinchiuso nel carcere minorile di Nisida. Viene poi trasferito in un’altra comunità, dove ancora una volta si mette in risalto in positivo. Segue un corso di giornalismo e impara il montaggio video.

Torna in libertà nel 2012, riabbracciando la camorra. Dopo appena sei mesi prende parte a un summit tra famiglie di camorra. A 18 anni diventa il capo della paranza dei bambini, che lotta a suon di pallottole per il dominio nel centro storico, in aperta guerra contro i Buonerba, legati al clan Mazzarella. Emanuele Sibillo si ritrova in un’imboscata il 2 luglio 2015. Il suo gruppo viene circondato e lui colpito alla schiena, morendo poco dopo al Loreto Mare.