domenica, Gennaio 23, 2022

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Tutto il mio folle amore: la storia vera

Tutto il mio folle amore è un film del 2019 diretto da Gabriele Salvatores. Tratto da una storia vera, ispirato al romanzo biografico Se ti abbraccio non aver paura, di Fulvio Ervas.

Tutto il mio folle amore è un film struggente, divertente e soprattutto vero. È la storia reale di Franco e Andrea Antonello, del loro viaggio e del legame che riuscirà a creare.

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Tutto il mio folle amore, la vera storia

Per il suo 18esimo film Gabriele Salvatores ha optato per una storia vera, drammatica e commovente. Nella pellicola troviamo i personaggi di Willi e Vincent, che nella realtà sono Franco e Andrea Antonello. Padre e figlio partiti per un viaggio lungo tre mesi, alla scoperta delle Americhe, ma soprattutto dei loro sentimenti.

Un’avventura cinematografica ma totalmente reale, a bordo di una moto come in Easy Rider. All’età di tre anni ad Andrea è stata diagnosticata una forma d’autismo. Non può comunicare o interagire con il mondo che vede intorno a sé. Una realtà che inizialmente atterrisce Franco e Bianca. Una frase che il padre del ragazzo ripete spesso è “Sarei l’uomo più felice del mondo se solo potessi entrare nella sua testa per 15 minuti”.

Nel 2010, in occasione dei 18 anni di Andrea, al padre scatta una molla. Un viaggio in moto in grado di unirli più che mai, di aiutare suo figlio a sentirsi amato e compreso e, al tempo stesso, Franco a trovare un modo per avvicinarsi completamente al suo ragazzo. È da questa storia travolgente che trae ispirazione Fulvio Ervas per il suo libro Se ti abbraccio non aver paura. Un testo, tradotto in 9 lingue, grazie al quale ha vinto numerosi premi.

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Tutto il mio folle amore differenze dal libro

Sono tante le differenze tra film e libro, tra storia vera e quella romanzata da Gabriele Salvatores. Cambiano tanti elementi ma resta identico il messaggio che si intende trasmettere. Nella pellicola conosciamo Vincent, ragazzo autistico di 16 anni. La sua sindrome rende la quotidianità alquanto complicata. Non mancano momenti problematici per lui e la sua famiglia. In questo quadro non rientra suo padre, Willi. È un cantante che guadagna qualcosa per campare nei Balcani. Propone musica melodica italiana, al punto da essere chiamato il Modugno della Dalmazia.

Un giorno, di ritorno da un tour e ubriaco, fa visita alla sua ex fidanzata, Elena, che non vede da 16 anni. Lei vive a Trieste insieme a Vincent. È risposata con un editore facoltoso e Willi si ritrova a vivere una situazione del tutto inattesa. Non aveva idea dell’autismo del ragazzo e, cacciato dalla coppia, si appresta a tornare nei Balcani. Non si rende conto, però, che suo figlio lo ha seguito, infilandosi nel suo pick-up di soppiatto. Avrà così inizio un travolgente viaggio, molto rocambolesco, che trasformerà profondamente entrambi.

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